diredonna network
logo
Stai leggendo: Avere il Ciclo Ininterrotto Per 5 Anni: L’Incubo di Una Ragazza Troppo Imbarazzata Per Parlarne

Avere il Ciclo Ininterrotto Per 5 Anni: L'Incubo di Una Ragazza Troppo Imbarazzata Per Parlarne

Un ciclo mestruale regolare è già una gran seccatura di per sé, possiamo quindi solo immaginare l'angosciosa situazione in cui si è ritrovata la giovane australiana Chloe, alle prese con un ciclo durato ininterrottamente per ben 5 anni.
Fonte: facebook/Chloe Christos
Fonte: facebook/Chloe Christos

Il ciclo mestruale è una gran bella seccatura che tutte le donne devono affrontare e che riusciamo a sopportare perché, chi più chi meno, interessa pochi giorni del mese.

Immaginate quindi quello che ha dovuto subire Chloe Christos, ragazza ventisettenne di Perth, alle prese con un ciclo perenne, durato per ben cinque anni. La giovane soffre infatti di una malattia che le impedisce la corretta coagulazione del sangue e dopo il primo ciclo, avuto a quattordici anni, semplicemente non ha più smesso di sanguinare. Come se non bastasse, il flusso non era affatto limitato a quei 20-60 millilitri di sangue che normalmente si perdono durante il ciclo, in quanto Chloe era capace di arrivare a perderne 500 in 4 giorni, ovvero mezzo litro! Come è intuibile questo ha influenzato fortemente tutta la sua vita, difatti racconta lei stessa:

“Non potevo fare niente, ero molto debole, con una pressione sanguigna pericolosamente bassa e non era mai una buona idea per me uscire o guidare. Sapevo che non era una cosa normale, ma ero troppo imbarazza per parlarne. Mi sentivo diversa e un po’ sola”.

Fonte: instagram/ Chloe Christos
Fonte: instagram/ Chloe Christos

Il disturbo che affligge la ragazza si chiama malattia di Von Willebrand, che interferendo con le proteine presenti nel sangue ne impedisce la regolare coagulazione, un disturbo molto assimilabile a quello dell’emofilia. Dopo cinque anni di questo inferno, durante il quale, nonostante le numerose trasfusioni, il livello di ferro nel sangue rimaneva sempre basso, la ragazza ha iniziato ad assumere farmaci sintetici per risolvere il problema. Questa cura si è protratta per sette anni, ma in realtà si trattava di rimedi temporanei, in quanto i farmaci fermavano il flusso di sangue solo per 12 ore, per poi tornare tutto come prima. A fronte degli effetti collaterali che Chloe iniziava a manifestare, si è così data alla ricerca di altri trattamenti, tra i quali aveva però escluso l’isterectomia.

Fonte: GoFundMe
Fonte: GoFundMe

Si è così rivolta al Centro Emofilia di Adelaide e ha iniziato a seguire un trattamento solitamente destinato agli uomini affetti da questa malattia e, fortunatamente, ha funzionato. Circa un mese fa è riuscita infatti ad avere il primo ciclo regolare. Ora Chloe, a dispetto della timidezza iniziale, è un’attiva promotrice dei pari diritti di cura per i malati affetti da questo tipo di disturbi. Pare infatti che durante il proprio percorso terapeutico non siano state poche le volte in cui si è ritrovata a essere discriminata, soprattutto perché donna.

“Ho trovato particolarmente difficile a volte, con certi dottori, essere trattata equamente quando mi presentavo al pronto soccorso e mi sono vista rifiutata trattamenti perché sono una donna e perché non venivo presa seriamente, e questo accade ancora oggi.”

È per questo che Chloe attualmente si sta impegnando per far finanziare dal governo australiano un progetto di studio riguardante le donne affette da disturbi emorragici. Sperando che riesca nell’impresa noi non possiamo che farle i nostri auguri ed essere felici che finalmente sia riuscita a risolvere il proprio problema.