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Bambini in auto, arriva l'obbligo dei sensori anti-abbandono

A breve scatterà l'obbligo dei sensori anti-abbandono in auto per i bambini: a lanciare la proposta è stato il papà di Luca Albanese, morto dopo essere stato lasciato in auto per otto ore.
bimbo in auto

È pronta la norma “salva-bambini” che comporterà l’obbligo di installare un segnale di allarme anti-abbandono per i minori in auto. Lo ha deciso la commissione Trasporti della Camera che ha approvato alcuni emendamenti alla manovra che adesso, però, dovranno essere esaminati dalla commissione Bilancio così da avere un via libero definitivo. Sempre in tema di sicurezza giro di vite anche nei confronti di chi parla al telefono in auto senza viva voce: previste sanzioni salatissime – da 322 a 1.294 euro – e persino la sospensione della patente da uno a tre mesi. In caso di reiterazione, la multa raddoppierà fino a 2.588 euro e la patente sospesa fino a sei mesi.

Ma la grande novità è senza dubbio l’obbligo dei sensori anti-abbandono per i bambini: a lanciare questa proposta fu, in tempi non sospetti, il papà di Luca Albanese, il piccolo di due anni che morì a Piacenza dopo essere stato dimenticato in auto per ben otto ore sotto il sole. Fu proprio lui a lanciare su Facebook la proposta di legge che prevedeva l’obbligatorietà sui veicoli di un dispositivo sonoro che avvertisse il conducente della presenza di altre persone a bordo: proposta che raccolse in pochissime ore ampi consensi e che oggi conta almeno 65mila sostenitori, come riportato dal Corriere.it.

Negli ultimi anni tanti sono i padri e le madri che hanno dimenticato i propri figli in auto: vuoi per stress vuoi per evitare ritardi, a rimetterci sono sempre stati i minori che, nel migliore dei casi, sono stati liberati dopo poche ore. In altri casi, invece, non ce l’hanno fatta. Negli Stati Uniti, ad esempio, muore un bimbo ogni 10 giorni proprio in queste condizioni: secondo Kidsandcar.org l’87% dei decessi riguarda bimbi fino a 3 anni. Nella maggior parte dei casi (la percentuale è del 55%) sono i genitori a dimenticarli in auto; in altri, invece, sono i bimbi a introdursi di nascosto nell’auto.