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La curiosa richiesta degli abitanti dell’isola in cui per 69 giorni non cala la notte

I cittadini di Sommarøy hanno firmato una petizione per vivere "senza tempo": nel loro paese, hanno 69 giorni in cui non cala la notte.

Come sarebbe vivere in un luogo in cui è sempre giorno, dove bisogna imparare a riposare anche con la luce del sole che splende in cielo? Gli abitanti di Sommarøy, un piccolo villaggio di pescatori situato su un’isola al nord della Norvegia, ci sono ormai abituati. Per oltre due mesi l’anno, infatti, non cala mai la notte. Proprio in questo periodo, stanno vivendo lunghissime giornate che non si concludono mai: l’ultimo tramonto che hanno visto risale allo scorso 18 maggio, e il prossimo che avranno l’occasione di ammirare sarà solamente il 26 luglio.

Naturalmente, d’inverno accade il contrario: per 69 giorni, dovranno vivere nel buio perenne, senza alcuna alba ad attendere il loro risveglio. Abitare in un luogo in cui ci si trova costretti in queste condizioni non è facile: immaginate cosa significhi dover adeguare il proprio ritmo biologico a lunghi periodi senza notti e altrettanti lunghi periodi senza luce del sole. Per questo motivo, i 300 residenti di Sommarøy hanno firmato una particolare petizione, in cui hanno fatto richiesta di poter diventare la prima “free-time zone” del mondo.

Vivere senza tempo, dunque, abolendo l’ora. Niente più orologi a scandire ogni istante della giornata, ma solamente il proprio ciclo biologico. Gli abitanti puntano a dimenticare le consuetudini orarie e rivendicano il loro diritto di svolgere le loro attività senza alcun vincolo di tempo. Libertà diventa la parola d’ordine, per vivere più serenamente e senza stress anche laddove le condizioni naturali sono davvero difficili. L’iniziativa, promossa da uno degli abitanti di Sommarøy, Kjell Ove Hveding, ha trovato il patrocinio dell’ente del turismo norvegese Visit Norway e di quello locale, il Northern Norway Tourist Board.

Alla CNN, Kjell ha spiegato il motivo che l’ha spinto a proporre questa petizione:

“C’è luce costante e ci comportiamo di conseguenza. Nel mezzo della notte, tipo alle 2, ci sono bambini che giocano a calcio, persone che imbiancano casa o falciano il prato, ragazzi che vanno a nuotare. In tutto il mondo le persone sono affette da stress e depressione. In molti casi ciò è dovuto alla sensazione di sentirsi intrappolati, e l’orologio è in parte responsabile. I bambini andranno sempre a scuola,  ma in modo flessibile. La scuola e il posto di lavoro non devono diventare gabbie”.

Come atto simbolico a favore della Time-Free Zone Campaign, gli abitanti di Sommarøy hanno appeso i loro orologi al lungo ponte che collega l’isolotto alla terraferma. Al momento, la petizione è al vaglio del Governo. Ma già altri paesi hanno valutato l’ipotesi di aderire all’iniziativa, per liberarsi dalla schiavitù delle lancette e gettare via l’orologio, definitivamente.

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