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A Napoli la pubblicità con scene di sesso davanti all’ospedale pediatrico

I genitori dei piccoli pazienti del nosocomio hanno contestato la decisione di collocare quel manifesto proprio all'esterno dell'ospedale oncologico. Un polverone che ha spinto il Comune di Napoli a chiederne la rimozione immediata.
cartellone pubblicitario

È polemica su un cartellone pubblicitario posizionato nella strada che, a Napoli, porta alla struttura oncologica pediatrica del Santobono, come scrive stamattina il Corriere del Mezzogiorno. Un manifesto che riguarda un noto brand di abbigliamento napoletano e che vede , nell’immagine, un uomo e una donna che mimano un atto sessuale. Una foto che ha suscitato l’indignazione soprattutto dei genitori dei piccoli pazienti del nosocomio i quali hanno contestato, nello specifico, la decisione di collocare quel manifesto proprio all’esterno dell’ospedale oncologico. Un polverone che ha spinto il Comune di Napoli a chiederne la rimozione immediata. Le critiche venivano mosse soprattuto dalla Rete.

“Non sapevo che fosse stato affisso anche in quella posizione, lo farò coprire immediatamente” è il commento del direttore commerciale del brand, Luigi Ugo, contattato dal Corriere del Mezzogiorno. Padre di tre figli, difende la campagna pubblicitaria: “Non credo che sia offensiva per nessuno. I ragazzi di oggi sono abituati a vedere ben altre scene. Si tratta di una provocazione ma nulla che leda l’immagine delle donne” ha spiegato. Insomma, polemica chiusa visto che il cartellone, come scrive il Corriere del Mezzogiorno, non c’è più.

In realtà di cartelloni pubblicitari che suscitano indignazione non è la prima volta che se ne parla. In tutta Italia. Basti pensare che recentemente, a Palermo, un gruppo di studentesse ha “censurato” per protesta un cartellone pubblicitario dell’olio per motori scrivendo sopra: “Questa è violenza sulle donne”. In quel caso, secondo le studentesse, si trattava di pubblicità sessista poiché la modella aveva posato in intimo con una bottiglietta di prodotto in mano giudicata “ammiccante”. “L’utilizzo di un seno o di un viso di donna per convincere l’acquirente è solo uno degli innumerevoli modi in cui il mondo del marketing abusa dell’immagine del corpo femminile per destare maggiore interesse nella propria offerta” avevano dichiarato le giovani in quell’occasione.

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