Che cosa succede agli orfani di femminicidio? In Italia tutto si rifà alla legge n.4 dell’11 gennaio 2018, che ha introdotto tutele per gli orfani, dall’accesso al patrocinio gratuito all’assistenza medico-psicologica, fino alla sospensione della pensione di reversibilità all’omicida e alla possibilità di modificare il cognome.

Ma la realtà è che i bambini e i ragazzi vittime indirette dei femminicidi, che perdono la mamma molto spesso per mano del padre, hanno bisogno di un supporto decisamente più ampio ed esteso, e proprio in quest’ottica nasce il Progetto Airone, presentato il 25 maggio negli spazi dell’Orto Botanico di Roma.

Gli orfani di femminicidio: morta la donna per lo Stato muoiono anche loro

Nato per volontà dell’associazione Il Giardino Segreto, fondata nel 2015 dall’avvocata Patrizia Schiarizza, e l’impresa sociale Con I Bambini, Airone è una rete integrata per il supporto degli orfani di femminicidio, e un programma di prevenzione, assistenza, presa in carico e cura di bambini e ragazzi che vivono l’esperienza di perdere la madre in modo violento.

Ogni 3 giorni un bambino o una bambina restano orfani di madre. Ogni 3 giorni una madre e un padre restano senza una figlia.

Con queste parole si apre il video di Airone, proiettato nel corso della conferenza stampa di presentazione, visibile anche sulla pagina ufficiale del progetto.

Parole che fanno riflettere su una realtà che molto spesso rimane sommersa, rispetto alla piaga dolorosa dei femminicidi, ma che di fatto ne rappresenta un’appendice non dimenticabile. Airone mette al centro del proprio progetto figli e figlie delle donne vittime di femminicidio, provando a dare loro una chance di recupero di una felicità persa, senza dimenticare però i familiari che crescono di questi bambini, affiancati e sostenuti affinché possano seguirli al meglio dal punto di vista socio-educativo.

Lo scopo è supportare l’educazione di questi ragazzi, tenendo però conto anche delle loro inclinazioni e aspirazioni personali, aiutandoli quindi a coltivare le passioni per la musica, la danza o il teatro, e occuparsi al contempo anche della loro inclusione sociale, soprattutto rispetto ai coetanei.

La vera sfida della democrazia è l’uguaglianza, e vogliamo restituire ai bambini e alle bambine orfane le stesse opportunità di tutti gli altri.

Afferma l’avvocata Patrizia Schiarizza.

Lo stesso nome dell’iniziativa, “Voglio tornare a essere felice” prende le mosse da una frase pronunciata da un bambino orfano di femminicidio rivolta a uno degli operatori de Il Giardino Segreto; una richiesta d’aiuto che l’associazione non poteva lasciare inascoltata, e che oggi guida la mission dell’intero progetto: provare a donare di nuovo a questi bambini la felicità, coltivando la loro speranza nel futuro.

Fra i partner che lavoreranno con Il Giardino Segreto, capofila del progetto, troviamo UNICEF, cinque Università (La Sapienza, LUMSA, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi de L’Aquila, Consorzio Universitario Humanitas), la Regione Lazio, la Procura della Repubblica di Tivoli, il Dipartimento materno infantile del Policlinico Umberto I di Roma, l’ASL Roma 1 e ASP Teramo, la Rete Codice Rosa, FNAS Fondazione Nazionale Assistenti Sociali, e le associazioni Associazione Cante di Montevecchio – Onlus, Associazione Centro ELIS, Associazione M.I.T. – Modello Interazionista e Territorio APS, Tana Onlus, Giardineria Italiana società cooperativa, KAIROS Coop. Soc. A.R.L. ONLUS – ETS, La Locomotiva Società Cooperativa Sociale, OASI O.P.E.S. Italia, il centro antiviolenza Be Free, ANCI, Oasi ed Orienta S.r.l..

Madrina del progetto l’attrice Cristiana Capotondi.
Hanno partecipato al lancio del progetto: Patrizia Schiarizza, avvocata e presidente de Il giardino segreto, e Laura Galesi, responsabile comunicazione di Con i bambini, anche Michela di Biase, Consigliera della Regione Lazio, Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli; Alberto Spalice, Professore Ordinario di Pediatria e Direttore U.O.C. Pediatria Dip. materno Infantile Policlinico Umberto I Università di Roma La Sapienza; Vincenzo Caretti, Professore Ordinario di Psicoterapia Università LUMSA di Roma; Antonella Nuzzaci, Professoressa Associata di Pedagogia Sperimentale, Presidente del Consiglio di Area Didattica in Educazione presso il Dipartimento di Scienze Umane Università degli Studi De L’Aquila; Paola Medde, Psicologa e Psicoterapeuta de Il Giardino Segreto; Annamaria Giannini, Direttrice del Dipartimento di Psicologia e Professore Ordinario di Psicologia Generale, Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma; Elisa Grifantini, Responsabile Advocacy Nazionale Comitato Italiano per l’UNICEF; Renato Briante, Docente, Formatore, Consulente, Responsabile Progettazione FNAS Fondazione Nazionale. Ci saranno inoltre le testimonianze di tre ragazze, Stefania, Luigia e Florencia.

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