Esistono stereotipi anche all’interno delle comunità LGBT, etichette semplificative e opinioni superficiali che tendono a schematizzare il modo di pensare e l’identità di genere di queste persone. Lo sa bene Alok Vaid-Menon, star gender fluid di Instagram, che ha voluto condividere il suo punto di vista in un post sulla nota piattaforma social.

“Non c’è un unico modo di essere queer or trans” – afferma Alok – “Molte persone collegano i concetti di identità e di espressione a contesti di estrema violenza. Non dobbiamo fondere l’autenticità con la visibilità. Le persone queer e trans sono tali a prescindere dal fatto che scelgano di rendere pubblica o meno la loro identità” – e aggiunge – “Il fatto che si debba fare obbligatoriamente coming out per essere riconosciuti come persone “reali” può ferire. Spesso quando la gente dice “LGBT” fa riferimento a uomini gay, bianchi e benestanti. Questa minoranza (sì, sono una minoranza) ha standardizzato e reso universali le proprie esperienze e prospettive, come se fossero la norma. Non tutti vogliono o possono fare coming out. Per molte culture, il coming out non ha senso perché non si è nemmeno “repressi”, tanto per cominciare”.

Riguardo al Coming Out Day, istituito per celebrare le comunità Lgbt, Alok afferma che “può essere un giorno difficile per tutte le persone queer o trans che non sono interessate a fare coming out perché si vergognano, o perché hanno paura delle possibili aggressioni che potrebbero subire qualora lo facessero. Si dovrebbe garantire a tutte le persone di esprimersi come vogliono e come si sentono di fare.

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Sradicare i luoghi comuni

Appare chiaro, quindi, che identificare la comunità Lgbt semplicemente come un insieme uniforme di persone lesbiche, gay, bisessuali o transgender con determinate caratteristiche fisiche e culturali, è estremamente riduttivo.

Per sradicare questi luoghi comuni è indispensabile capire che non esistono al mondo anche solo due persone che condividano gli stessi identici pensieri o caratteristiche. La comunità LGBT non è composta solamente da bianchi gay, quindi, ma da persone di ogni nazionalità, genere (e quindi, s’intende, anche no-gender e non-binary), età, carattere, sensibilità e colore della pelle.

Anche chi è discriminat* rischia di discriminare, persino nella comunità Lgbtq+

Finché si cercherà di semplificare una realtà “fluida” in costante trasformazione e che, per questo, non sarà mai semplice (diciamolo pure: per fortuna!), ci saranno sempre persone che si sentiranno emarginate e non comprese.

“Si dovrebbe permettere a tutte le persone queer e trans di gestire la loro vita come vogliono”, afferma Alok, e conclude: “Amore e rispetto per tutti gli infiniti viaggi”.

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