L’appello di Elio: “Vaccinate le persone autistiche. Le famiglie sono allo stremo”

Elio, padre di un ragazzo autistico, lancia un appello alle Regioni, esortandole a vaccinare le persone autistiche e chi le assiste. Un gesto, che è prima di tutto un segno di civiltà, per venire incontro a migliaia di famiglie messe in ginocchio dalle conseguenze della pandemia.

Il cantante Elio, pseudonimo di Stefano Belisari, ha scritto una lettera consegnata alle pagine del Corriere della Sera per sollecitare la vaccinazione delle persone autistiche. Con il suo appello, che giunge a pochi giorni della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, che si celebra il prossimo 2 aprile, il cantante e compositore si rivolge alle istituzioni perché possano intervenire in modo concreto su una questione centrale che riguarda almeno 600mila famiglie italiane.

Si parla di “almeno” 600mila famiglie perché, come riporta Elio, parlando della situazione della regione in cui vive, la Lombardia, a oggi ancora non c’è un ente che si occupi di tenere monitorata la situazione delle persone con sindrome di Asperger e che possa restituirci un numero aggiornato e attendibile. Elio, padre di un ragazzo autistico, vive sulla sua pelle le difficoltà comportate dalla attuale situazione e si fa portavoce di una condizione vissuta da moltissime persone, spesso sprovviste di mezzi e strumenti per fare fronte ai cambiamenti che la pandemia ha causato nella quotidianità delle famiglie con bambini con neurodiversità, e in generale, con bisogni speciali.

Questo è il suo appello alle regioni:

Vaccinate al più presto i ragazzi autistici e chi vive accanto a loro. La situazione delle famiglie con figli autistici in tempi di Covid è difficile anche solo da descrivere. Non si tratta di sopravvivere giorno per giorno, ma ora per ora. Molte di queste persone non sono autosufficienti e hanno bisogno di assistenza 24 ore su 24. Non è immaginabile l’eventualità di un ricovero in ospedale, tantomeno in terapia intensiva. E non bisogna commettere l’errore di pensare che l’autismo riguardi solo i bambini: esiste un esercito di autistici adulti, assistiti solo da genitori anziani allo stremo.

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Il lockdown e l’isolamento hanno comportato, tra le altre cose, la chiusura di centri diurni per persone disabili e in molti casi la sospensione delle terapie. I genitori e i familiari delle persone autistiche si sono ritrovate senza il sostegno delle reti cui in condizioni normali si appoggiano e che risultano un aiuto essenziale, non solo per loro ma per gli stessi bambini e adulti autistici che vedono infrangersi la loro quotidianità faticosamente costruita e minati i progressi conquistati giorno dopo giorno. L’assenza del terapista o dell’educatore, i cui panni sono vestiti dai genitori e dalle famiglie ormai stremate e spesso impossibilitate a riparare da sole al danno, hanno costi altissimi.

Il cantante rivolge poi un pensiero critico alla scelta delle Regioni di dare priorità nella campagna vaccinale alle categorie che non presentano nessun tipo di urgenza, dimenticando i soggetti fragili e chi li assiste e chiedendo loro di iniziare a farlo ora:

Le testimonianze di chi ha o ha avuto un figlio autistico contagiato sono al tempo stesso drammatiche e commoventi; e se non se ne parla è solo perché le famiglie sono in ginocchio e non hanno più la forza di combattere. Non è possibile in un paese civile sottovalutare a tal punto un problema così grave e, in tipico stile italiano, vaccinare categorie di persone che non hanno nessun tipo di urgenza. Alcune regioni hanno già iniziato a vaccinare i soggetti fragili e chi li assiste; è ora che lo facciano tutti.

Elio da sempre è in prima linea per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione e per portare all’attenzione delle istituzioni la condizione e i bisogni delle famiglie che si trovano a vivere una condizione di neurovidersità. Questo è quello che Elio diceva lo scorso giugno in occasione dell’evento Civil Week Lab, parlando della necessità di una adeguata informazione sul tema perché sull’autismo ci sia prima di tutto consapevolezza e conoscenza:

Chi non ha il figlio autistico non si preoccupa di chi ha l’autismo. Esattamente come è accaduto a me, prima di diventare padre. Se le cose non le sai non ti preoccupi e se si parla di autismo il primo aspetto che bisogna trattare è l’informazione. Quella sensazione di paura, di angoscia, di imprevedibilità legata al Covid, che è stata vissuta da tutti, ma che prima o poi terminerà, nel caso dell’autismo non termina mai. Quindi, dopo questa esperienza del coronavirus, forse le persone saranno in grado di mettersi nei panni di chi ha un figlio autistico.

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Oltre a creare una maggiore consapevolezza, l’impegno che Elio mette in campo è finalizzato a costruire sempre di più una cultura della solidarietà che vada a beneficio soprattutto di coloro che non dispongono dei mezzi necessari per fare fronte a una situazione complicata:

Se si affronta questo tema con competenza per risolverlo si possono fare tantissime cose. Mi sono accorto di quanti miglioramenti ha fatto mio figlio con assistenza a casa tutti i giorni, nei primi anni perché sono i primi anni quelli che contano. Ma, a fronte di quelli come me che possono farlo, c’è una quantità enorme di persone che non può e vede crescere il proprio figlio con una sacco di difficoltà che poi porterà in giro nel mondo e genererà difficoltà. Per questo io dico che la solidarietà è utile e necessaria. Va fatta.

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