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Arrestato lo scafista-stupratore del naufragio di Lampedusa

Un somalo di 24 anni è stato riconosciuto come lo scafista-stupratore-ricattatore del naufragio di Lampedusa.
www.agrigentoflash.it
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Un somalo di 24 anni è stato identificato come lo scafista-stupratore-ricattatore del naufragio avvenuto a Lampedusa lo scorso 3 ottobre, che ha causato la morte di 366 persone. Insieme ad altri aveva organizzato la traversata che avrebbe dovuto condurre i migranti dalla Libia a Lampedusa. Il giovane somalo faceva parte di una milizia armata e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo gli contesta reati quali il sequestro di persona a scopo di estorsione, l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della immigrazione clandestina, la tratta di persone e la violenza sessuale.

Lo scafista è stato identificato dagli inquirenti dopo un tentativo di linciaggio avvenuto all’interno del Cie di contrada Imbriacola, avvenuto il 25 ottobre scorso. Alcuni sopravvissuti al naufragio lo hanno riconosciuto come trafficante di esseri umani e avevano pagato a lui il viaggi per l’Italia. Secondo gli inquirenti, infatti, l’organizzazione lavorava con un piano ben specifico: i migranti venivano intercettati nel deserto, sequestrati e condotti in un luogo di detenzione a sud della Libia. “Ciascuno di loro -hanno ricostruito i magistrati- doveva contattare i familiari all’estero e far versare su dei conti correnti, attraverso i circuiti di money transfer, una cifra tra i 3.300 e i 3.500 euro”. Dopo il pagamento venivano condotti sulle coste della Libia dove veniva richiesto un’ulteriore pagamento di 1.000-1.500 euro per la traversata.

I magistrati hanno poi raccolto il racconto di una ventina di ragazze che hanno dichiarato di essere state violentate, stuprate e a volte offerte in dono a gruppi di paramilitari armati. Una delle eritree che ha riconosciuto lo scafista ha dichiarato “Mi hanno buttato in testa della benzina provocandomi un forte bruciore al cuoio capelluto, al viso e agli occhi. Successivamente, non contenti, a turno, hanno abusato di me.” La stessa ragazza racconta di due giovani donne eritree portate in macchina nel deserto dal somalo insieme a due uomini. Al ritorno una ha raccontato che la compagna è stata uccisa dopo un tentativo di fuga. Ma anche la ragazza che è tornata dal deserto non è riuscita a salvarsi dal naufragio.

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