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Attenzione ai droni, spieranno la nostra vita privata?

Potranno volare, anche se dotati di fotocamere ad alta risoluzione, vicino alle persone, sopra i luoghi pubblici e dunque nei pressi delle abitazioni. Il rischio, dunque, è che possano diventare il miglior modo per spiare il proprio partner.
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L’Agenzia europea per la sicurezza aerea, come scrive il Corriere.it, ha consegnato un documento alla Commissione Europea affinché possa analizzarlo e approvarlo. Si tratta di un regolamento per l’utilizzo dei droni su cui, come saprete, da tempo c’è un vero e proprio caos normativo, con regole che cambiano da Paese in Paese. Come anticipato dal quotidiano di via Solferino, dunque, se dovesse passare la nuova linea scelta dall’Easa, organo di controllo del settore aeronautico continentale, la nostra vita privata potrebbe essere a rischio.

I droni non potranno andare troppo velocemente, non dovranno essere molto pesanti né presentare spigoli vivi per evitare che, cadendo addosso a qualcuno, possano provocare danni irreversibili sull’uomo. Potranno volare, però, anche se dotati di fotocamere ad alta risoluzione, vicino alle persone, sopra i luoghi pubblici e dunque nei pressi delle abitazioni. Il rischio, dunque, è che possano diventare il miglior modo per spiare il proprio partner o, per uso professionale, persino i vip.

Un drone, tra l’altro, può costare (online) anche 30-50 euro, dunque è davvero alla portata di tutti. In questo nuovo documento di 161 pagine, dunque, secondo le anticipazioni del Corriere.it, si trovano diverse proposte che dovranno essere valute ed approvate dall’organo esecutivo dell’Ue entro dicembre. In caso di parere positivo, entreranno in vigore nel primo trimestre del 2019 ma non si escludono colpi di scena: la Commissione potrebbe apportare modifiche anche rilevanti.

A pressare, affinché si trovi una soluzione a questo caos normativo, non sono solo gli utilizzatori dei droni ma anche i produttori che vogliono certezze per la produzione dei loro dispostivi in conformità (alle leggi nazionali) oltre a coloro che organizzano i corsi per “guidare” i droni. Del resto, secondo uno studio curato da Eurocontrol, si stima che entro il 20150 ci saranno almeno 7 milioni di droni per uso sia ricreativo che personale. Insomma un pericolo anche per l’incolumità fisica.