"L'Italia non è un Paese per donne": il debutto di Aurora Ramazzotti a Le Iene

Il debutto di Aurora Ramazzotti a Le Iene è all'insegna delle donne, con un servizio dedicato alle poche quota rosa nel governo Draghi.

Un volto fresco e naturale e il suo solito sorriso. Sono sempre state queste le carte vincenti di Aurora Ramazzotti, figlia d’arte e influencer con molti follower al seguito, che ha da tempo mostrato la sua personalità e il suo talento, nonostante due nomi ingombranti alle spalle.

E così, sempre con quel sorriso rassicurante e la sua semplicità, si è presentata in veste di Iena, nel celebre programma di Davide Parenti, condotto da Nicola Savino e Alessia Marcuzzi. Il debutto è avvenuto nella puntata del 16 febbraio, con un servizio dedicato alla scarsa presenza delle donne nel nuovo esecutivo di Mario Draghi.

Poco prima della puntata, aveva svelato lei stessa dal suo profilo Instagram, la sorpresa del suo ingresso nella squadra del programma, con un divertente video che riprende la sua “trasformazione” in Iena, con il classico e famosissimo smoking nero tarantiniano.

Un ottimo esordio in veste di inviata per Aurora, che in passato si era cimentata nel ruolo di conduttrice, prima, nel 2016, come conduttrice di X Factor Daily, poi, nel 2018, insieme alla madre, Michelle Hunziker, nella trasmissione Vuoi scommettere. La giovane si è infatti mostrata completamente a suo agio, anche di fronte a politici poco inclini a dedicarle attenzione. Per il suo debutto, il tema è caldo: la scarsità di quote rosa nel governo Draghi.

Questo il primissimo discorso ufficiale da Iena, con cui Ramazzotti introduce il servizio:

Non è che me ne intenda proprio di politica, ma mi è venuta proprio la tristezza. Praticamente tutti i ruoli di rilievo in Parlamento sono in mano agli uomini. E non è che fuori dal Parlamento la situazione sia tanto meglio. Siamo una specie di riserva indiana. E le ministre sono praticamente la metà dei loro colleghi uomini.

Quote rosa: "Dove sono le donne?" e la scarsa presenza femminile nei posti che contano

Seguono poi gli interventi di alcuni volti femminili della politica, tra cui Laura Boldrini e Valeria Fedeli, entrambe critiche con la scelta del Partito Democratico di non schierare nessuna ministra donna tra le tre posizioni disponibili, e parecchi politici uomini a cui vengono fatte la classiche domande di rito, in questo caso, finalizzate a smascherare dati poco dignitosi sull’equilibrio di genere in politica. Uno su tutti, quello snocciolato davanti al politico Maruzio Lupi sulla percentuale di donne al governo negli ultimi 75 anni, pari a un misero 6,5%.

E con la frase “l’Italia non è un Paese per donne”, Aurora chiude così il suo primo servizio, mettendo a segno un altro successo professionale, in quella che non è mai stata una vita facile, contrariamente a quanto le apparenze potrebbero mostrare. Aurora è stata infatti spesso vittima di bodyshaming, accuse dai classici leoni da tastiera sui social e pregiudizi per il suo status di “figlia di”, che, nonostante la giovane età, ha sempre accolto con grande saggezza, aprendosi con il pubblico e mostrando le sue debolezze e il desiderio di cambiare le cose.

"Quel 'Tua mamma è più bella di te' mi ha segnato": lo sfogo di Aurora Ramazzotti

Nessuna testimonianza social da mamma Michelle e papà Eros, anche se la presentatrice svizzera proprio in quel giorno, pubblica sul suo profilo Instagram un lungo status sull’emancipazione femminile, augurandosi nel finale di vedere prima o poi una ministra del Consiglio donna. Un chiaro riferimento all’intervento della figlia e una testimonianza discreta di mamma orgogliosa che fa un passo indietro e si mostra solo spettatrice.

Queste le parole che Michelle scrive dal suo profilo, con il suo solito stile simpatico e pieno di positività.

Per fortuna qualche battaglia a fatica è stata vinta, ma è ancora lunga la strada verso l’emancipazione… io, ad esempio, ho un enorme pazienza e non demordo. Spero di riuscire ancora a vedere in questo paese che tanto amo un giorno una prima ministra donna. Oibò… potrebbe sorprendere tutti gli italiani e dare molte soddisfazioni anche agli uomini, ma purtroppo qui a parte Nilde Iotti, la quale è stata la prima e l’unica donna ad aver avuto una delle tre cariche più importanti e durature nella repubblica italiana nel lontano 1979 (presidente della camera dei deputati per 13 anni) mai più nessuno così tanto a lungo…. ossignur che faticaaa!!! Forza e coraggio ragazze!!! Una delle nostre più grande virtù è la lungimiranza!

La discussione continua nel gruppo privato!