L’immagine di due vecchi corpi congiunti non evoca l’erotismo, evoca la morte“. È l’opinione lapidaria di Barbara Alberti che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha fatto sapere cosa pensa del sesso e di come venga vissuto dalla nostra società, dove ogni cosa diventa oggetto di consumo, monetizzabile. Anche per quanto riguarda le persone anziane. La scrittrice e giornalista ha spiegato:

Non se ne può più. Il problema è che da anni non siamo più poveri cristi ma consumatori. Bisogna consumare tutto: cibo, moda, sesso. E siccome da un po’ si sono accorti che noi vecchi abbiamo tempo e – mediamente – più soldi: ecco allora che cercano di convincerci a scopare. Poi, per carità, succede di tutto. Un tempo avevamo due vecchini vicini di casa che noi credevamo in limine mortis, ma poi abbiamo scoperto che lo facevano tutti i giorni.

Le gioie e le sfide del sesso dopo i 70 anni secondo il New York Times

E ancora, ha incalzato:

Lo so, sono provocatoria. Però io non ne posso più di questo dover misurare il sesso, fissarlo in tabelle di marcia: signori, ecco come copulare a venti, quaranta, sessanta, ottant’anni. Ogni età, poi, viene classificata con le regole da seguire, come su un manuale. Il sesso è la cosa più libera che esista, quella meno controllabile. Ognuno faccia quello che vuole, ma per l’amor del cielo, recuperiamo il pudore. È il più grande detonatore della sessualità.

Barbara Alberti ha quindi concluso:

Ma lei si chiede mai perché ancora oggi noi donne diventiamo matte per Cary Grant? Perché non lo abbiamo mai visto in mutande. Oggi si parla troppo di sesso e lo si fa poco. I giovani, poi, pochissimo.

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