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Berlusconi: "I miei figli perseguitati come ebrei durante il regime di Hitler"

Berlusconi a Bruno Vespa: "I miei figli perseguitati come gli ebrei nel regime di Hitler". Sconvolte le comunità ebraiche, sui social network vola l'hashtag #paragoniallasilvio
(foto:Web)
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Silvio Berlusconi parla spesso a sproposito, ormai si sa, soprattutto quando si confronta con la stampa.

Ora, secondo l’ex premier, i suoi figli ammettono di sentirsi come le famiglie ebree in Germania durante il regime Hitler. Questa frase, e tante altre dichiarate durante un’intervista con Bruno Vespa, hanno scatenato una polemica infinita e sui social network è scoppiato l’hastag #paragoniallasilvio.

“Sono italiano al 100 per cento. – continua Berlusconi – In Italia ho le mie radici. In Italia sono diventato quello che sono. Ho fatto qui l’imprenditore, l’uomo di sport, il leader politico. Questo è il mio paese, il paese che amo, il paese in cui ho tutto: la mia famiglia, i miei amici, le aziende, la mia casa, e dove ho avuto successo come studente, come imprenditore, come uomo di sport e come uomo di Stato. Non prendo neppure in considerazione la possibilità di lasciare l’Italia”.

(foto:Web)
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“Il primo sentimento è stato di non volerci credere, che fosse impossibile che capitasse a me tutto questo, e da lì il rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, perchè tutte sarebbero comunque ingiuste” aggiunge Berlusconi che si sente indignato per quello che gli è capitato negli ultimi mesi. “Sono stato assalito da una profonda indignazione, che da allora non mi ha lasciato mai. Ho molto pensato a quanto soffrirebbero mio padre e mia madre se fossero qui. E mi sono chiesto come avrebbero voluto che mi comportassi. Credo con la stessa dignità che mi hanno sempre insegnato”.

Sdegnate, da queste parole di Berlusconi, le comunità ebraiche.Il paragone è fuori luogo, ora rettifichi” chiede il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. “Confidiamo in una sua pronta rettifica”. “Inoltre – ha avvertito Pacifici – non è la prima volta che volti noti della politica italiana banalizzano la storia del nazismo e della Shoah“.

“Una polemica smaccatamente strumentale su una frase estrapolata da un ampio contesto. La mia storia, la mia amicizia verso Israele, la mia coerente azione di governo in favore dello Stato di Israele, non consentono alcun dubbio sulla mia consapevolezza della tragedia dell’Olocausto e sul mio rispetto del popolo ebraico” risponde a sua volta Berlusconi.

“Delirante” come lo definì Napolitano.
Merita davvero, ancora una volta, tutta questa attenzione mediatica?!

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