I "Big Eyes" di Margaret Keane specchio della sua Pop Art (e del celebre plagio)

La vera storia della pittrice che, solo dopo aver denunciato il marito, riuscì a riappropriarsi della sua arte. La sua vicenda ha ispirato il film di Tim Burton con protagonisti Amy Adams e Christoph Waltz.

Occhi grandi e profondi, su volti – soprattutto – di donne e bambini. Ma anche autoritratti, animali, scene di vita comune. I dipinti ad olio di Margaret Keane sono in grado di esprimere emozioni e sentimenti umani molto forti, inserendosi a pieno titolo nell’ambito della Pop Art degli Anni ‘60. In onore della sua arte – e per raccontarne il suo celebre plagio – è stato realizzato nel 2014 un film di Tim Burton, Big Eyes, con protagonisti Amy Adams e Christoph Waltz. La pellicola – secondo film biografico prodotto dal regista, dopo Ed Wood – va in onda il 9 agosto in prima serata su RaiUno.

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Peggy Doris Hawkins, vero nome dell’artista, nacque a Nashville il 15 settembre 1927. La sua arte divenne un vero e proprio fenomeno negli Stati Uniti tra il 1960 e il 1970 grazie ai poster e alle cartoline delle sue opere che si vendevano a milioni nei supermercati; ancora più famosa, forse, divenne la vicenda di plagio artistico che la coinvolse. All’epoca, infatti, Margaret era sposata con il soffocante marito Walter Keane. L’uomo, abilissimo nel vendere i dipinti, ne aveva rivendicato la paternità, aiutato anche dal fatto che sua moglie firmasse le opere con il cognome Keane, acquisito dopo il matrimonio. All’inizio la pittrice aveva pensato che, presentandoli a suo nome, i quadri non sarebbero stati venduti; poi, quando aveva cercato di raccontare la verità, lui gliel’aveva impedito, tra minacce e soprusi.

Fu solo nel 1970, dopo aver lasciato Walter, che Margaret ebbe la forza di denunciare il marito per plagio e riappropriarsi delle sue creazioni. Un celebre episodio, legato al processo, vede il giudice ordinare a entrambi di creare nell’aula di tribunale un dipinto rappresentante un bambino dagli occhi enormi, in modo da poter determinare chi dei due stesse dicendo la verità. Walter si rifiutò di completare l’opera menzionando un dolore alla spalla, mentre Margaret completò il suo dipinto in 53 minuti. Dopo tre settimane, la giuria giudicò Walter colpevole e lo condannò a risarcire Margaret per 4 milioni di dollari.

La pittrice si trasferì alle Hawaii, dove incontrò lo scrittore sportivo Dan McGuire, che sposò in seconde nozze negli Anni ’70. Nel periodo in cui visse all’ombra dell’ex marito Walter, i dipinti di Margaret avevano come soggetto bambini tristi e perduti, circondati da sfondi cupi; poi, dopo averlo lasciato, le sue opere iniziarono ad avere uno stile più felice e luminoso. 

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