Bonus 200 euro esteso a professionisti e partite IVA: a chi spetta e come fare domanda

Ampliata dal Ministero del Lavoro la platea del beneficiari: l'indennità sarà concessa a chi non ha un reddito superiore ai 35 mila euro nel 2021. L'iscrizione agli enti previdenziali e l'avvio della partita Iva devono essere stati effettuati entro lo scorso maggio, oltre ad avere versato almeno una volta i contributi.

È stato firmato il decreto attuativo che consente a professionisti e partite IVA di ricevere il bonus da 200 euro che il governo ha pensato per aiutare le famiglie in questo periodo in cui si sono registrati aumenti in molti settori. A poterne beneficiare saranno i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps oppure ad altri enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.

È necessario che in entrambi i casi si verifichi un requisito ben preciso: l’iscrizione alle gestioni previdenziali doveva essere già effettiva alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti, che era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 maggio, così come l’apertura della partita IVA. È richiesto inoltre di avere effettuato almeno un versamento totale o parziale, “per la contribuzione dovuta alla gestione”, oltre a un reddito non superiore ai 35 mila euro nel 2021.

Decreto aiuti: il modulo da compilare per ottenere il bonus di 200 euro

Sulla base dei conteggi effettuati dal Ministero, ad avere diritto al bonus 200 euro sono circa sono circa tre milioni di persone, di cui 973mila commercianti, 859mila artigiani, 477mila iscritti alle casse professionali, 430mila coltivatori diretti, mezzadri e coloni e 261mila professionisti esclusivi.

Per ricevere l’importo partite Iva e professionisti devono presentare domanda al proprio ente di previdenza secondo le modalità e gli schemi previsti dai singoli istituti. L’indennità viene corrisposta sulla base dei dati dichiarati dal richiedente e disponibili all’ente erogatore al momento del pagamento. Il Ministero del Lavoro si riserva comunque il diritto di effettuare verifiche successive “anche attraverso le informazioni fornite in forma disaggregata per ogni singola tipologia di redditi dall’amministrazione finanziaria e ogni altra amministrazione pubblica che detenga informazioni utili”, si legge nel decreto firmato dal Ministro Andrea Orlando.

Le partite IVA che hanno già ricevuto il bonus perché pensionati o dipendenti non potranno ricevere l’incentivo una seconda volta.

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