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Bruciati in un forno opere di Picasso, Matisse e Freud.

Nel 2012 alla Kunsthal di Rotterdam furono rubati diversi quadri che ora potrebbero essere stati bruciati nel forno, come prove da eliminare.
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(foto:Web)

 

L’anno scorso a Rotterdam, nel museo cittadino Kunsthal, furono rubati alcuni inestimabili capolavori di Picasso, Monet e Matisse.

Il giallo potrebbe in queste ore essere stato risolto e le opere finite in cenere.
Un gruppo di investigatori romeni ha infatti trovato alcune tracce di vernice e tele nel forno di una donna, Olga Dogaru, il cui figlio è incriminato insieme ad alcuni complici, di essere l’artefice del gran furto alla galleria d’arte olandese. Forse uno dei più grandi colpi della storia.

Fra questi quadri, la Donna Che Legge di Henri Matisse, Waterloo Bridge di Claude Monet, Testa di Arlecchino di Pablo Picasso, Donna con gli occhi chiusi di Lucien Freud.
La distruzione in questi giorni potrebbe essere confermata e la donna rischia l’accusa di crimini contro l’umanità, come ricorda il direttore del Museo di Storia naturale della Romania. Sul sito della Bbc la notizia della conferma della donna di aver dato fuoco ai dipinti, convinta in questo modo di eliminare tutte le prove che potessero portare al figlio e incastrarlo.
I quadri erano stati conservati in una casa abbandonata e poi seppelliti in un cimitero nel villaggio di Caracliu. Quando la polizia è venuta a prendere il figlio, la mamma ha acceso il forno.

I capolavori hanno un valore stimato tra i 100 e i 200 milioni di euro.

 

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