Perché il calendario del Codacons con nudi femminili è profondamente sbagliato

Il Codacons ha realizzato un calendario con 12 scatti di nudi femminili che ancora oggi propongono un'idea stereotipata e per nulla inclusiva della femminilità. Un'operazione che è un triste inno all'omolagazione, incompatibile con la cultura e la realtà di oggi.

Il Codacons ha realizzato un calendario per l’anno 2021 che ha come soggetti 12 nudi femminili su sfondo nero “vestiti” solo di una mascherina tricolore, ognuno dei quali è associato a uno dei borghi più belli d’Italia.

Il progetto, che prende il nome di “Italienza”, termine derivato da una crasi delle parole “Italia” e “resilienza”, avrebbe dovuto essere nelle intenzioni del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori una celebrazione della forza e del coraggio del nostro Paese, messo a dura prova dall’anno complesso che ci stiamo lasciando alle spalle. Un’intenzione evidentemente non riuscita appieno.

Vittorio Sgarbi le ha definite “né belle né provocanti, ma sono forme pure contro il fondo nero che evidenzia il loro corpo”. ➡ bit.ly/3qYO2sd

Pubblicato da Codacons su Martedì 15 dicembre 2020

Come prevedibile, la presentazione del calendario ha suscitato molte polemiche e accuse di sessismo perché, come se non bastasse, a questa operazione, già di per sé discutibile, che propone un’immagine stereotipata e per nulla inclusiva della bellezza femminile, incompatibile con i tempi odierni e i messaggi che ci sta lanciando il mondo, si aggiunge anche un dettaglio paradossale: il progetto prevede anche un concorso per votare la modella più bella.

Protagoniste dei 12 scatti in bianco e nero del calendario, tratto distintivo dello stile dei lavori della fotografa...

Pubblicato da Codacons su Giovedì 10 dicembre 2020

Fa specie che una commissione che dice di fare della tutela dei diritti delle persone il centro della sua missione e che quotidianamente interviene per condannare operazioni considerate lesive delle norme moralmente accettabili, promuova messaggi retrogradi e sessisti, così lontani dalla cultura inclusiva che l’attuale società cerca di diffondere con sempre maggiore impegno e consapevolezza.

Per essere inclusivi non è sufficiente inserire tra le 12 protagoniste del calendario una donna più matura, un’operazione che suona come un semplice tentativo di  abbracciare solo formalmente il concetto della diversità per ritenersi esonerati dalle critiche.

L’assenza nella rappresentazione nel concetto di bellezza di così tante voci e manifestazioni della femminilità, come i corpi grassi, vecchi, con disabilità o di etnie diverse, è ad oggi una questione non solo discutibile e di cattivo gusto, ma anche anacronistica, perché non fotografa la realtà che viviamo ogni giorno. Non riconoscerla, e anzi, promuovere dei concetti che ci fanno tornare indietro di 20 anni è fuorviante e pericoloso.

Come anticipato, l’iniziativa ha ricevuto una pioggia di critiche, anche da parte di molte personalità di spicco. Carlo Calenda, leader di Azione, con la sua solita vena sarcastica, ha immediatamente fatto un tweet sulla vicenda, ironizzando sulla statura morale dell’associazione e chiamando in causa il presidente Rienzi:

Il calendario del Codacons con tanto di votazione delle modelle è coerente con i loro obiettivi statutari e l’idea di donna è l’unica che il solitario neurone di Rienzi riesce a concepire.

Questa la risposta di Rienzi:

Gli scatti del calendario non sono certo erotici, e nulla hanno a che fare con la nudità di ben altri calendari in cui l’immagine della donna viene umiliata e involgarita. Chi confonde questo messaggio, probabilmente ha nel suo retaggio culturale una visione distorta e sbagliata della donna, una malizia da sradicare ed estirpare.

Viene da pensare che il presidente non abbia forse colto il vero nocciolo della questione. La polemica sollevata dagli scatti non si scaglia infatti contro la nudità dei corpi ma sulla rappresentazione del femminile che ancora oggi ne viene data, in un totale rifiuto di riconoscere il mondo delle diversità e la sua bellezza.

Anche Immanuel Casto, autore di giochi e cantautore italiano con un grande seguito social, che in passato era stato attaccato e denunciato dal Codacons per aver creato un gameplay considerato lesivo dei codici morali, si è espresso in modo incisivo sulla questione attraverso il suo profilo Facebook:

Dopo averci denunciati per il gioco Squillo, il Codacons pubblica per il 2021 un calendario di donne nude (che fa tanto autofficina) e chiede di votare il corpo migliore; il tutto senza il consenso della fotografa che ha realizzato gli scatti.

La fotografa Tiziana Luxardo, autrice degli scatti, ha infatti preso le distanze dall’iniziativa del concorso, come da lei stessa dichiarato:

Difendo i nudi artistici del mio calendario ma l’idea del concorso la boccio, non mi appartiene, è stata una scelta del Codacons, sono sempre stata femminista, ho fatto calendari sulla disabilità, contro la violenza, volevo celebrare la bellezza dell’Italia non certo mercificare il corpo delle donne.

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