Elena del Pozzo, la madre ha confessato: l'ha uccisa e ha nascosto il corpo

Svolta drammatica nella vicenda di Elena Del Pozzo, la piccola che inizialmente si pensava rapita a Piano Tremestieri, in provincia di Catania. La mamma, dopo aver dato indicazioni per ritrovare il suo corpo sepolto in un campo, ha confessato tutto agli investigatori.

Una svolta drammatica nella vicenda di Elena Del Pozzo, la bimba di 5 anni che inizialmente si pensava rapita a Piano Tremestieri, in provincia di Catania. Il corpo della piccola è stato ritrovato in un campo non lontano dalla sua abitazione, su indicazione della madre.

La donna aveva dato l’allarme per rapimento il pomeriggio del 13 giugno 2022, raccontando agli inquirenti la storia di tre uomini incappucciati che avrebbero prelevato Elena Del Pozzo direttamente dalla sua auto.

Catania: ritrovato il corpo senza vita della bimba di 5 anni rapita

Questa versione, raccontata per ore agli uomini del comando provinciale dei carabinieri diretto dal colonnello Rino Coppola, non ha convinto del tutto gli investigatori. Troppe le incongruenze: dai video delle telecamere della zona non è emerso nulla, nessuna traccia di impronte particolari neanche sull’auto della donna.

E così, dopo ore di interrogatorio Martina Patti, la mamma della piccola Elena Del Pozzo, è crollata. Durante il sopralluogo nella casa di famiglia, a Mascalucia, la donna si è lasciata andare in un lungo pianto e confessato ai militari il luogo dove aveva nascosto il corpo della bambina.

Il cadavere si trovava in un campo, duecento metri più avanti, solo in parte sepolto: un fondo agricolo distante alcune centinaia di metri dalla casa in cui la donna abitava con l’ex compagno e padre della piccola, Alessandro Nicodemo Del Pozzo, 24 anni.

Dopo il ritrovamento Martina Patti è stata reinterrogata e ha confessato. Sul luogo dove la piccola giaceva morta è arrivato anche il padre, che già da diverso tempo non abitava più nella casa familiare, e la nonna. “Quella mattina – ricorda la donna in lacrime, come riporta Repubblica l’ho accompagnata a scuola e le ho detto ‘nessuno ti vuole bene più di me’. Lei mi ha guardata e mi ha fatto capire che aveva capito quello che avevo detto”.

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