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Catania, sevizia e sequestra fidanzata disabile: spegneva le sigarette sulle sue braccia

"Se mi lasci ti toglieranno il bambino e non lo rivedrai mai più", queste le parole che usava lui per terrorizzare la fidanzata disabile affinché non scappasse via da quella casa.
seviziata dal fidanzato

È finito l’incubo per una ragazza di 20 anni, diversamente abile, che all’inizio del 2016 si era innamorata su Facebook di un coetaneo, un pregiudicato catanese, con il quale aveva deciso di andare a convivere nel capoluogo etneo. Da quel momento, però, l’uomo che avrebbe dovuto proteggerla ed amarla si è trasformato nel suo aguzzino. L’avrebbe prima seviziata, spegnendole sulle braccia le sigarette, e poi sequestrata quando la giovane è rimasta incinta: l’avrebbe ingravidata per poi vietarle di vedere la sua famiglia d’origine.

“Se mi lasci ti toglieranno il bambino e non lo rivedrai mai più”, queste le parole che usava per terrorizzare la fidanzata disabile affinché non scappasse via da quella casa. Quando lui si recava a lavoro, secondo gli inquirenti, la chiudeva a chiavi nel suo appartamento senza alcuna possibilità di lasciare l’abitazione. Inutili anche i tentativi fatti dalla famiglia d’origine della vittima che in tutti i modi hanno cercato di riportarla a casa per sottrarla alle malvagità del convivente. L’uomo, infatti, avrebbe minacciato la famiglia di lei di gravi ritorsioni. Si sarebbe avvalso persino dell’aiuto di altri soggetti pregiudicati.

A far scattare l’indagine è stata la stessa vittima che lo scorso ottobre si è recata dai carabinieri per denunciare il calvario fornendo al giudice un “quadro probatorio inequivocabile che ha consentito l’arresto” dell’uomo da parte dei Carabinieri di Piazza Dante e Piazza Verga, in esecuzione della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catania.

Lui, accusato di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia, è stato portato al carcere di Catania “Piazza Lanza” mentre la vittima, insieme al figlio di appena cinque mesi, è stata affidata a una struttura protetta della provincia etnea.

Solo così è finito l’incubo della 20enne che, adesso, potrà vivere serenamente e lontano dal suo aguzzino che l’ha prima seviziata e poi minacciata verbalmente.

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