Anne McLaren è stata una genetista britannica, una delle più importanti scienziate del XX secolo, il cui lavoro ha portato a importanti progressi nell’ambito della biologia dello sviluppo, contribuendo a sviluppare la tecnologia della fecondazione in vitro (IVF). Oggi, 26 aprile, nel giorno della sua nascita, avvenuta nel 1927, Google ha scelto di dedicare alla scienziata un doodle, che la ritrae impegnata al microscopio durante uno dei suoi tanti momenti di ricerca che hanno cambiato la storia della scienza.

Il suo incontro con la scienza avviene in modo inaspettato e curioso e risale ai suoi primi anni di vita: a soli 9 anni recita infatti una piccola parte nel film fantascientifico di William Cameron Menzies, dal titolo La vita futura (Things to Come), tratto dal romanzo omonimo di H. G. Wells, che la vede interpretare una bimba a cui il nonno racconta dei progressi ottenuti dalla tecnologia spaziale che avevano consentito di portare i topi sulla luna. In futuro McLaren lo ricorderà come un episodio centrale della sua infanzia, che contribuì a formare in lei l’amore per la scienza.

La sua carriera universitaria si dirigerà infatti in quella direzione: studia zoologia all’Università di Oxford, qui, dopo la laurea, inizia le sue ricerche con uno dei più importanti biologi dell’epoca, J. B. S. Haldane, sull’infestazione dovuta all’insetto Drosophila; segue poi il dottorato alla University College London, dal 1949 al 1952, dove continua le sue ricerche sotto la guida di altri luminari del campo della biologia, Peter Medawar e Kingsley Sanders.

Negli anni ’50 McLaren inizia a dedicarsi alla biologia dello sviluppo, concentrandosi sullo studio dei topi. Insieme al collega John Biggers, coltiva con successo embrioni di topo in vitro, ossia in apparecchiature di laboratorio, che vengono poi trasferiti nell’utero di topi femmina, dove si sviluppano in una cucciolata sana. L’esperimento, che nel 1958 sarà descritto in un articolo dall’importanza centrale sulla rivista Nature, dimostrava che era possibile creare embrioni sani al di fuori dell’utero materno che potevano svilupparsi e crescere fino al termine.

L’articolo dedicato allo studio di MacLaren e Biggers diventerà un testo di riferimento fondamentale per lo sviluppo dell’embrionologia e guiderà i successivi studi che porteranno alla definizione della tecnologia della Fertilizzazione In Vitro con Trasferimento dell’Embrione (FIVET).

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Vent’anni dopo, nel 1978, la FIVET venne usata con successo per la prima volta: Louise Brown fu la prima “bambina in provetta”, la prima persona cioè a nascere dopo essere stata concepita in vitro.

Negli anni a seguire, McLaren continuò i suoi studi nell’ambito dello sviluppo e della fertilità e nel 1982 entrò a far parte del Comitato Warnock, un ente governativo nato con lo scopo di mettere a punto politiche adeguate relative ai progressi della tecnologia della fecondazione in vitro e dell’embriologia, diventando una figura di rilievo nei dibattiti sull’etica scientifica.

Il lavoro del comitato fu centrale ai fini della promulgazione nel 1990 da parte del Parlamento britannico del Human Fertilisation and Embryology Act, una legge che consentiva la coltura in vitro di embrioni umani fino al quattordicesimo giorno successivo alla fecondazione.

Nel 1991 divenne segretario degli esteri della Royal Society, il più prestigioso ente di ricerca scientifico, per poi ricoprire la carica di vicepresidente dal 1992 al 1996: è stata la prima donna ad avere un ruolo dirigenziale al suo interno in 331 anni di Storia.

Tra il 1993 e il 1994 fu presidente dell’Associazione britannica per l’avanzamento della scienza, nata per promuovere la ricerca scientifica nel Regno Unito. Oggi c’è un fondo intestato ad Anne McLaren per l’incentivazione dei sui studi scientifici.

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Dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca, il 6 ottobre 1952, sposa il compagno di studi, Donald Michie, con cui aveva anche lavorato in coppia durante gli anni alla University College di Londra e, successivamente, alla Royal Veterinary College. Con lui avrà tre figli: Susan Fiona Dorinthea, nata nel 1955, Jonathan Mark, nel 1957, e Caroline Ruth, nel 1959. I due divorzieranno nel 1959, ma resteranno sempre in buoni rapporti. In quegli anni, McLaren si trasferisce a Edimburgo per lavorare all’Institute of Animal Genetics, e successivamente anche Michie la seguirà nella capitale scozzese.

Morirà nel 2007, all’età di 80 anni, insieme all’ex marito, in un incidente d’auto, mentre con lui stava viaggiando sull’autostrada che li avrebbe portati da Cambridge verso Londra.

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