La rabbia del padre di Chiara Gualzetti per il selfie vittorioso del killer

Vincenzo Gualzetti ha sporto denuncia ai Carabinieri "dopo avere ricevuto immagini e post, pubblicati sui social, che, oltre a parole oltraggiose nei confronti di mia figlia, ritraggono anche foto scattate direttamente dal carcere minorile del Pratello".

Alla fine di giugno 2021, Chiara Gualzetti, una ragazza di quasi 16 anni, veniva brutalmente uccisa sul colle dell’Abbazia di Monteveglio, nel bolognese, da un suo coetaneo.

A pochi giorni dalla sentenza di primo grado, che decide la sorte del suo assassino, reo confesso, nell’udienza prevista per il 26 luglio 2022, il padre della vittima, Vincenzo Gualzetti, ha sporto denuncia ai Carabinieri “dopo avere ricevuto immagini e post, pubblicati sui social, che, oltre a parole oltraggiose nei confronti di mia figlia, ritraggono anche foto scattate direttamente dal carcere minorile del Pratello“.

Si tratta di un selfie in cui appare un giovane detenuto in compagnia del killer di Chiara Gualzetti. Il primo, come descrizione all’immagine, scrive “Killer“, affiancato da un cuore rosso, mentre l’assassino è intento a disegnare con le dita il segno “V” di “Vittoria” (questa è l’interpretazione che è stata data al gesto). La foto sarebbe stata pubblicata sul profilo Instagram del primo.

Ma cosa hai vinto, per cosa festeggi?“, si chiede il padre della vittima.

Quelle parole di Chiara Gualzetti, uccisa a 16 anni da un coetaneo

Il detenuto che ha pubblicato il selfie aveva anche risposto un commento, sotto a una vecchia foto nel profilo dell’assassino, oggi 17enne. A chi chiedeva una pena esemplare per il compagno di carcere, dopo l’ennesima perizia psichiatrica che escluderebbe la mancanza di capacità di intendere e di volere, aveva risposto:

Fatevi i c***i vostri, non sapete niente. Se avete le palle entrate qua da noi in carcere. Siete bravi a giudicare ma non sapete niente. Se sei così depressa da chiedere a uno di ammazzarti, c***i tuoi.

Ma Vincenzo Gualzetti, che prova “sdegno, più che dolore“, non ci sta:

Avessero scritto qualsiasi altra cosa ci sarei passato sopra forse. Ma dare della depressa a Chiara no, non lo accetto, lei che era piena di vita. Era l’allegria fatta persona, la depressione è una delle giustificazioni inventate da chi l’ha ammazzata, come il demone che gli avrebbe ordinato di farlo. Lei, come tutte le adolescenti aveva le sue piccole delusioni che fanno parte della vita. Sognava il principe azzurro. Ma era tutto tranne che depressa. L’ho trovata una cosa molto offensiva, sia nei confronti della sua memoria che di chi soffre di depressione e ha bisogno di essere aiutato. A questo ragazzo dico solo come si fa a manifestare apprezzamento per chi ha compiuto un gesto del genere. Spero che vengano presi i giusti provvedimenti e che la sua detenzione serva a farlo ravvedere, a fargli realizzare che la vita non è quella della sua risposta.

La Procura minorile ha aperto un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato, mentre il Dipartimento della Giustizia minorile del ministero ha chiesto ai vertici dell’istituto una relazione in merito alle immagini scattate all’interno della struttura penitenziaria. Secondo le ricostruzioni, il tutto sarebbe stato postato da un tablet, manomesso o comunque agganciato a qualche rete libera, di quelli dati in dotazione ai detenuti durante la pandemia, per sentire i parenti, oltre che per studiare e sostenere esami universitari.

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