Cina: pronta una legge che tutela le donne contro le discriminazioni sul lavoro

Le nuove normative dovrebbero definire in modo inequivocabile quali sono i comportamenti considerati inappropriati: domande come "Hai intenzione di avere un figlio?", "Hai in mente di sposarti?" saranno bandite e punite e non potranno più essere fatte durante un colloquio.

Il Congresso nazionale del popolo, ossia il principale organo legislativo cinese, sta discutendo una proposta di legge che mira a proteggere i diritti e gli interessi delle donne sul posto di lavoro. Un grande passo in avanti nel Paese del Dragone in fatto di tutela contro la discriminazione di genere e le molestie sessuali che subisce il genere femminile.

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Le nuove normative dovrebbero definire in modo inequivocabile quali sono i comportamenti considerati inappropriati: quindi, domande come “Hai intenzione di avere un figlio?”, “Hai in mente di sposarti?”, in Cina, saranno bandite e punite e non potranno più essere fatte durante un colloquio di lavoro. Ma non solo. Alle candidate, non si potrà più chiedere un test di gravidanza prima dell’assunzione.

Nel 2021 la Cina è al 107esimo posto su 153 Paesi nella classifica mondiale del World Economic Forum sull’uguaglianza di genere. Un Paese dove gli uomini dominano i vertici della politica e degli affari e, che in fatto, in materia di diritti ha ancora tanto da fare: le donne, infatti, costituiscono solo un quarto del parlamento e sola una fa parte del Politburo del Partito Comunista Cinese. 

Il perché, secondo gli attivisti, si cela dietro al rigido regime di censura che da sempre impone regole ferree e vecchi dogmi. Ma ora, secondo la nuova legislazione, qualcosa potrebbe iniziare a cambiare. Se venisse approvata la legge, i datori di lavoro andrebbero incontro a una violazione se imponessero al personale femminile limiti su questioni personali come sposarsi o avere figli.

Inoltre, sarà illegale e considerato una molestia, esprimersi con connotazioni sessuali, atteggiamenti equivoci, o dare adito alla possibilità di ottenere vantaggi in cambio di rapporti intimi o sessuali. Anche licenziare una donna o ridurle lo stipendio in caso di matrimonio, gravidanza o congedo di maternità, sarà punito per legge. Tra le novità in discussione al Congresso anche tutele sul fronte domestico: le donne che decideranno di prendersi cura della famiglia in maniera esclusiva, e quindi senza altro impiego, potranno chiedere un risarcimento al marito in caso di divorzio.

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