Clementino, choc: “Sono stato sopraffatto da quella merda che è la cocaina” - Roba da Donne

Clementino, choc: “Sono stato sopraffatto da quella merda che è la cocaina”

Clementino e la confessione sulla sua dipendenza dalle droghe pesanti, passando per il percorso di recupero e la guarigione. Viaggio in un passato recente fatto di momenti bui.

Clementino, oltre a essere un rapper che ha trovato la popolarità grazie a pezzi come O’vient, ha attraversato anche un momento molto particolare nella vita, con un passato legato alla droga e alla dipendenza dalla cocaina di cui ha parlato per la prima volta durante il Storie Digitali, il festival dedicato alle storie di successo del mondo del web, alla Fabbrica del Vapore a Milano nel 2018.

Sono uscito dalla comunità 15 giorni fa

Disse allora, prima di aggiungere:

È la prima volta che lo dico in pubblico, se non lo dico qui con voi ragazzi, dove? C’è stato un momento in cui sono stato sopraffatto da quella merda che è la cocaina. (…) Sapete come funziona, sei un artista, prima te la offrono, poi te la compri e ad un certo punto non sei più tu. Io ero la Iena White ma non ero più Clemente. (…) Non sono arrivato alla presentazione del mio disco perché strafatto in casa da tre giorni.

Il rapper ha parlato del suo percorso di recupero e della sua vita in comunitàmi sono ritrovato a pulire i cessi in comunità. Con i ragazzi mi dicevano sei un grande, sei passato da fare Sanremo a pulire i cessi in un attimo”. La scossa a riprendere in mano la sua vita è arrivata, racconta in lacrime, dalla sua famiglia: “Quando hai un genitore che ti piange in faccia capisci che devi smettere”.

Un momento buio nella vita di Clementino che oggi, però, è tornato con Tarantelle, sesto album in studio uscito nel maggio del 2019, in cui ha messo molto anche di quell’esperienza ormai lontana.

Due anni d’inferno – ha spiegato parlando ancora di quei momenti – Sono stato in comunità per due volte per via della cocaina, sono stato in cura da uno psicologo.

Sulla musica Clementino dice:

Mi ha salvato la vita. Nei momenti di difficoltà, al posto di perdere tempo in strada a fare cose brutte mi sono chiuso in studio a far canzoni. Se non ci fossero state la musica, gli amici e la famiglia sarei caduto nel baratro. Mentre ero in comunità, a Cosenza, organizzavo gli spettacoli. Ho fatto ‘E fuori nevica!’ di Salemme. Mi sembrava di essere nel film ‘Scugnizzi’.

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