Per abitudine, quando parliamo di un capo di vestiario “color carne” facciamo riferimento a qualcosa che sia sui toni del rosa chiaro, quasi beige, insomma a un colore che sia simile a quello della pelle… delle persone bianche.

Ma proviamo a domandarci se fosse, ad esempio, una persona nera a chiedere un paio di calze o un reggiseno color carne: le verrebbe comunque dato qualcosa che ha la tonalità che abbiamo indicato poc’anzi, e che in quel caso non corrisponderebbe affatto al colore della sua carne.

Per questo la brand strategist Giuditta Rossi e la brand storyteller Cristina Maurelli, co-founder di BOLD STORIES, hanno ideato il progetto Color Carne, proprio per invitare a riflettere su quanto radicato sia lo standard e a lottare per cambiarlo, rendendo tutto più inclusivo.

Color Carne non è solo un colore, è il simbolo di tutte le certezze che prendiamo come immutabili, senza metterle in discussione, un modo diverso e inclusivo di pensare, parlare, agire e anche di fare business – si legge nella homepage del sito ufficiale – Di fronte a temi come questi, spesso si tende a sminuire il problema o a considerarlo trascurabile. Invece è proprio modificando queste false certezze che si possono cambiare le cose.

Colorblind casting: davvero non considerare il colore della pelle non è razzista?

Il cambiamento, almeno in parte, è già in atto, come dimostra la nuova definizione di “color carne” fornita da Dictionary.com:

While flesh color originally meant the skin tone of white people, that meaning has been criticized as exclusionary and is now considered offensive. In fact, the term is no longer commonly used without qualifying it with a specific hue, such as peach flesh color or dark flesh color. The word nude in the past has been used to describe a similar hue approximating a white person’s skin color and has been criticized for the same reason.

Mentre in origine color carne indicava il tono della pelle dei bianchi, questo significato è stato criticato come non inclusivo e ora è considerato offensivo. Infatti, il termine non è più comunemente usato senza qualificarlo con una tonalità specifica, come color carne pesca o color carne scuro. La parola ‘nudo’ in passato è stata usata per descrivere una tonalità simile che si avvicina al colore della pelle.

Color Carne è diventato anche una pagina Instagram, in cui sono postate delle card da condividere sui propri canali social per aderire a questa richiesta di cambiare lo standard.

Color Carne dimostra chiaramente come concetti apparentemente innocui, quelli che tutti e tutte noi abbiamo sempre usato nel linguaggio e anche nelle rappresentazioni visive, contengano invece spesso pregiudizi impliciti e discriminazioni, in questo caso rispetto al colore della pelle. Cambiare, però, è più semplice di quel che si pensi: a volte, come in questo caso, è sufficiente appena rivedere il proprio vocabolario e aggiungere una specificazione, che di certo non nuoce a nessuno, anzi.

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