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“Odiavo la mia faccia brutta”: la rabbia e la ribellione delle donne coreane

Sono tante le donne sudcoreane che hanno condiviso il loro appello sui social network. Il loro intento? Dire basta ad un ideale di bellezza femminile che mina l'autostima di migliaia di ragazze e di donne in tutto il mondo.

Escape Corset: è questo il nome scelto per il nuovo movimento che si sta diffondendo dalla Corea del Sud, al quale molte donne hanno già aderito. Si tratta di una forma di ribellione agli standard di bellezza imposti dalla società odierna, che non corrispondono però alla realtà.  Non a caso il movimento è nato in un Paese dove il ricorso alla chirurgia estetica è quasi una prassi – secondo le ultime statistiche, ben una donna su tre si sottopone ad almeno un intervento plastico nella sua vita.

Decine di donne sudcoreane hanno manifestato la loro rabbia sui social, pubblicando foto in cui posano senza trucco, per mostrare il loro vero volto. Una forma di ribellione che si è spinta oltre: c’è chi si è tagliata i capelli per combattere lo stereotipo della donna-principessa che deve necessariamente avere una chioma lunghissima. C’è chi invece ha distrutto tutti i propri cosmetici, come simbolo della liberazione da una schiavitù imposta dalla società.

Sono tante le testimonianze di donne che hanno deciso di ribellarsi ai canoni di bellezza cui ogni donna si sente in dovere di sottostare. Sui social, sono giunti molti messaggi a favore del nuovo movimento, come quello di una ragazza che si cela dietro lo pseudonimo di 6_feminist_9:

“Mi piacciono le cose belle. Io stessa volevo essere bella. Odiavo la mia faccia brutta. La mia autostima andava e veniva. Dovevo sempre essere truccata. Non andavo a scuola nei giorni in cui non avevo un buon make up. Ma adesso non ce n’è più bisogno. Non è necessario essere belle. In questo periodo, mi sono tolta la maschera che mi ha plagiato e che ha rovinato la mia vita”.

La ribellione delle donne sudcoreane vuole non solo abbattere un ideale di bellezza troppo spesso irraggiungibile, ma anche condurre verso un’uguaglianza di genere che la Corea è ancora ben lontana dal raggiungere. L’apparenza, per le donne molto più che per gli uomini, è ancora saldamente correlata al successo in ambito professionale e, più in generale, nella vita. In Asia il concetto di bellezza femminile è profondamente radicato, ed è proprio in questa parte del mondo che prendono vita nuove tendenze in fatto di make up, ogni volta sempre più ardite.

È ora di dire basta. Basta alla necessità di conformarsi a uno standard di bellezza che non rispecchia la realtà della maggior parte delle donne di tutto il mondo. Basta all’obbligo di nascondersi dietro una maschera per raggiungere i propri obiettivi. Basta al sentirsi in difetto per non incarnare l’ideale femminile che la società si aspetta. Escape Corset si batte contro questa ideologia deleteria che porta tante, troppe donne a perdere la propria autostima. Perché ciascuna di noi ha un enorme valore, che prescinde di gran lunga da ciò che si riflette allo specchio.

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