Per i “furbetti” che non decidono di restare a casa per motivi futili la pena minima è di 21 anni di reclusione con l’accusa di omicidio doloso. L’emergenza Coronavirus non ammette attenuanti, chi viola le regole deve essere punito. Secondo quanto stabilito dal Decreto #IoRestoaCasa gli spostamenti devono essere evitati.

Si può uscire di casa soltanto per 3 motivi: lavoro, necessità gravi o motivi di salute. Mediante autodichiarazione il soggetto, fermato dalle autorità di controllo, dovrà provarlo. Inoltre, la veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituirà reato.

Chi è sottoposto a quarantena, chi risulta positivo al virus, o prova dei sintomi e li ignora, ha il divieto assoluto di uscire di casa. Chi deve spostarsi, invece, deve attestare di essere motivato da comprovate esigenze. Di fatti, anche gli spostamenti di lavoro sono in qualche modo scoraggiati, perché il Decreto raccomanda ai datori di lavoro di concedere ai propri dipendenti ferie e congedi, laddove non si potesse lavorare in smart working.

Scopriamo insieme quali sono tutti i casi in cui sono previste sanzioni e quali sono le pene per chi trasgredisce.

Chi è positivo al coronavirus ed esce, cosa rischia?

Chi sa di essere positivo al coronavirus ed esce di casa, esponendo ad alto rischio gli altri, può essere accusato di omicidio colposo. Si tratta, infatti, di dolo eventuale, che è la stessa pena prevista per esempio per chi sa di essere sieropositivo all’Hiv e continua ad avere rapporti non protetti con il partner, mettendolo a rischio di contagio.

Chi ha familiari, amici, parenti contagiati che vede regolarmente pur avendo i sintomi, cosa rischia?

L’imputazione è la stessa del precedente caso: omicidio doloso. Chi non si isola e sospetta di essere stato contagiato, deve rimanere in casa.

Se non si avvertono sintomi e si esce senza motivo?

Chi viola le limitazioni agli spostamenti subirà la sanzione prevista dall’articolo 650 del Codice penale: l’arresto fino a 3 mesi e l’ammenda fino a 206 euro. Lo prevede il Dpcm dell’8 marzo ed è stato ribadito anche nella direttiva ai Prefetti diramata dal Viminale.

Quali sono le pene per chi dichiara il falso nell’autocertificazione?

Se ci si sposta senza motivo e si dichiara il falso nell’autocertificazione, si può incorrere in due tipi di reati:

  • falsa attestazione davanti a un pubblico ufficiale: la pena può arrivare fino a 6 anni di reclusione. Addirittura, è previsto l’arresto facoltativo in flagranza e la procedibilità è d’ufficio;
  • inosservanza di un provvedimento dell’autorità: la pena è l’arresto fino a 3 mesi o un’ammenda di 206 euro.

Tutti i cittadini possono segnalare casi di violazione delle norme?

Nel caso in cui siate consapevoli che ci siano delle violazioni e che, quindi, si stiano commettendo dei reati, potete denunciare le persone coinvolte. Soprattutto il personale medico è tenuto a farlo, così come i pubblici ufficiali.

Difatti, i pubblici ufficiali che non denunciano i reati procedibili d’ufficio di cui vengono a conoscenza rischiano di essere accusati di omessa denuncia, secondo quanto stabilito dall’articolo 361 del Codice penale. In pratica, chiunque può segnalare i casi sospetti e di violazione delle norme stabilite in questa situazione di emergenza.

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