Tra i potenziali focolai del Covid-19 sono finite anche le strutture che accolgono i richiedenti asilo. A Verona in un hotel che ospita 140 migranti, 100 sono risultati positivi al coronavirus. La struttura è sorvegliata costantemente dalle forze dell’ordine e i migranti negativi al test verranno trasferiti in un’altra struttura.

L’hotel Monaco di Verona è diventato un centro di accoglienza richiedenti protezione internazionale e minore. Appresa la notizia del nuovo pericoloso focolaio di coronavirus, la Prefettura ha disposto un servizio di sorveglianza da parte di tutte le forze dell’ordine davanti alla struttura, in modo da controllare che nessuno entri o esca.

La prima scoperta di positività è avvenuta circa dieci giorni fa, un ragazzo pakistano aveva manifestato i primi sintomi riconducibili al Covid-19, ovvero febbre, tosse e difficoltà respiratoria. Il giovane è stato trasportato in ospedale e sottoposto a tampone con esito positivo.

Immediatamente sono scattate le misure di protocollo con isolamento del ragazzo e dei soggetti che erano stati in contatto con lui. Sono stati effettuati i tamponi su tutte le persone presenti nella struttura, come i dipendenti della cooperativa ed i gestori dell’hotel veronese.

Su 140 richiedenti asilo, 100 ne sono risultati positivi. Al momento nessuno di questi ha sviluppato sintomi allarmanti tali da richiederne il ricovero in ospedale. La Prefettura in queste ore sta valutando l’ipotesi del trasferimento per i migranti negativi a tampone in modo da tutelarli e non metterli a rischio contagio. I dipendenti della cooperativa sono stati già sottoposti a tampone e tra due settimane il test verrà ripetuto per evitare che vi siano “falsi negativi” in modo da scongiurare eventuali ulteriori contagi.

Durante il consueto punto di stampa, il sindaco di Verona Federico Sboarina riguardo la situazione attuale nella struttura che si trova nel quartiere Zai, ha spiegato che vi è “una vigilanza fissa 24 ore su 24 e una sorveglianza fiduciaria“, aggiungendo che si sta garantendo la “massima tutela sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista della sicurezza di tutti. La prefettura sta cercando di trovare una soluzione dal punto di vista logistico rispetto al posizionamento dei contagiati“.

Articolo originale pubblicato il 16 Aprile 2020

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