Coronavirus, Giuseppe Remuzzi: 'Il virus è mutato' - Roba da Donne

Coronavirus, Giuseppe Remuzzi: "Il virus è mutato"

Il dottor Remuzzi ha dichiarato che il virus sta cambiando e, forse, sta diventando più innocuo per una serie di motivi.

Nella puntata di giovedì scorso di “Piazzapulita” su La7 tra gli ospiti c’era anche il dottor Remuzzi, dell’Istituto Mario Negri. L’esperto ha detto testualmente che “Il virus sembra cambiato, ci sono sempre meno pazienti gravi”.

I dati relativi al coronavirus fanno ogni giorno meno paura. Nella stragrande maggioranza delle regioni italiani i nuovi contagiati giornalieri non superano le 20 unità.

La ritirata del virus è frutto delle misure restrittive ormai in vigore da due mesi? Sì, non c’è dubbio. Ma può essere anche la conseguenza di un indebolimento del virus? La risposta è sì, anche se al momento non si conoscono con esattezza le cause di tale indebolimento.

Remuzzi spiega che in primis le persone ricoverate in ospedale sono sempre meno. Ma il dettaglio più importante è che: “Oggi arrivano dieci pazienti in pronto soccorso e otto li puoi mandare subito a casa”.

Questo cambiamento del virus, inoltre, secondo il medico si registra in tutta Italia, non in un’area circoscritta. “Non sappiamo se il virus sia mutato o se sia cambiata la carica virale di ogni paziente”, ammette Remuzzi, che però aggiunge come la malattia, in questi giorni di maggio “sembra molto diversa da quella che ha messo in crisi gli ospedali italiani nel mese di marzo.

Poi la dichiarazione forte: “Se la malattia continuasse così, allora il vaccino non servirebbe, almeno per ora”.
Altri scienziati hanno formulato ipotesi su questo tema molto discusso. C’è chi dice che sia mutato perché abbia “deciso” di convivere con l’ospite più a lungo, mutando e causando sintomi più lievi.

C’è anche chi sostiene che il caldo abbia giocato un ruolo fondamentale in tal senso. Il COVID-19 è un virus particolarmente violento ma è pur sempre un virus influenzale che, come tutti gli altri, ‘non sopporta’ le temperature alte.

Massimo Clementi del San Raffaele di Milano ha spiegato che sono in corso studi molti dettagliati sulle sequenze del virus, su come si sia mosso all’interno del nostro Paese. Il virologo poi infonde speranza: “Ci aspettiamo che questo virus possa diventare innocuo, com’è capitato negli anni ai suoi ‘simili’, i responsabili del semplice raffreddore”.

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