Cosa succede esattamente al corpo umano dopo la morte

Quali cambiamenti avvengono nel corpo umano dopo la morte? Ecco le fasi che si susseguono, dal livor mortis all'algor mortis.

La morte ha sempre affascinato l’essere umano, che ha cercato di carpirne il mistero fin dai tempi degli antichi egizi. Ma cosa succede esattamente al nostro corpo dopo la morte?

Come sempre, la scienza ci aiuta a fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto occorre precisare che, fin dai primi istanti che seguono il decesso, il corpo inizia un lento processo di disintegrazione e decomposizione all’inizio poco evidente.

Subito dopo la morte, infatti, il sangue smette di fluire e i tessuti non sono più irradiati dall’ossigeno. In questo momento inizia la graduale e lenta decomposizione del corpo. Un’ora dopo la morte inizia il livor mortis anche conosciuto come lividezza, la fase durante la quale il corpo diventa pallido e si irrigidisce. Questa fase può durare dalle 9 alle 12 ore.

A 2-6 ore dalla morte sopraggiunge il rigor mortis, il fenomeno che rende il corpo rigido a causa della tensione dei muscoli. Questa fase è piuttosto lunga e può durare fino a 48 ore. Al termine di questa fase, i muscoli si afflosciano e cedono.

Il corpo si raffredda completamente solo dopo circa 20 ore dalla morte. Questa fase viene definita algor mortis. A questo punto il colore della pelle inizia a mutare in modo drastico, acquisendo una sfumatura estremamente pallida e verdastra.

Anche dopo la sepoltura il corpo continua a decomporsi. Durante il secondo stadio della decomposizione, i gas nell’addome provocano un rigonfiamento del corpo, che inizia a putrefarsi. Successivamente, inizia la fase del decadimento in cui la pelle si rompe e il corpo inizia a produrre un forte odore. I tessuti si deteriorano sempre più finché non rimangono soltanto le ossa.

Non è infrequente che le persone si chiedano se anche la mente muoia subito, in concomitanza con il resto del corpo. Riguardo a ciò, è stato fatto uno studio secondo il quale la mente rimarrebbe attiva fino a 30 minuti dopo la morte. Un’ulteriore ricerca effettuata sul cervello di alcuni maiali – pubblicata dalla rivista scientifica Nature – ha inoltre dimostrato che l’attività neuronale può essere temporaneamente riattivata dopo la morte a seguito di una stimolazione elettrica molto forte.

Articolo originale pubblicato il 11 novembre 2021

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