Cos’era il Savoy Ballroom e perché Google gli ha dedicato il doodle di oggi

Google dedica il doodle del 26 maggio al Savoy Ballroom, che ha avuto un ruolo importantissimo per la musica e la cultura americana, consentendo l'ingresso ai neri in tempi in cui la discriminazione razziale era più forte che mai.

Google oggi, 26 maggio, non dedica il suo doodle a una figura, ma a una sala da ballo e a una danza: sono il Savoy Ballroom e lo swing, e c’è un motivo particolare.

Il Savoy, conosciuto anche come “the Home of Happy Feet” (la casa dei piedi felici) – nome che pare gli sia stato dato da Lana Turner -, è stata una sala da ballo iconica tra gli anni ’20 e gli anni ’50, ed è entrato nella storia per essere stato uno dei primi spazi pubblici ad aver concesso libero accesso ai neri, senza nessun tipo di discriminazione razziale, a partire dal 1926. Si trovava tra la 140° e la 141° street su Lenox Avenue, ad Harlem, uno dei quartieri di New York con una delle più importanti comunità nere degli Stati Uniti, e proprio nel quartiere era conosciuto anche come “the Track” (la pista).

Jazz e swing la facevano da padrone sui due palchi del Savoy, che hanno ospitato, negli anni, artisti del calibro di Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, Count Basie e Chick Webb; in quegli anni la sala si frappose al Cotton Club, che, nel pieno rispetto della politica allora vigente nel Paese, consentiva il solo ingresso ai bianchi, permettendo a chiunque di entrare; ai ballerini più dotati, inoltre, era riservato l’angolo nord-est della pista da ballo, che in tempi più recenti è stato ribattezzato “Cat’s Corner”. Molte danze nacquero in quella sala, ma la più famosa fu probabilmente la Lindy Hop, nata nel 1927 e creata sul nome dell’aviatore Charles Lindbergh.

Proprio al Savoy si tennero le famose sfide tra gruppi musicali, le “Battle of the bands“, in particolare tra la Benny Goodman Orchestra contro Chick Webb nel 1937, e nel 1938 ancora Webb contro la Count Basie Band. In entrambi i casi, le cronache dell’epoca raccontano che Webb ebbe la meglio.

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La sala da ballo, che si trovava al secondo piano, occupava un intero isolato, potendo contare su 4000 metri quadrati di superficie, aveva pareti a specchio dipinte di rosa, mentre le luci colorate si riflettevano sul pavimento di legno a strati molleggiati, e dai due palchi la musica arrivava continuamente, con le due band presenti che si alternavano. Nel 1939, inoltre, il Savoy partecipò alla World’s Fair di New York, presentando “The Evolution of Negro Dance“.

Nonostante gli sforzi della collettività, guidata dal presidente del distretto Hulan Jack, sia il Savoy che il Cotton Club furono demoliti  per far spazio a un complesso residenziale, il Delano Village; la sala da ballo, peraltro, era stata chiusa nel 1958 per le accuse “di vizio” presentate dal dipartimento di polizia e dall’esercito. Il 26 maggio 2002, Frankie Manning eNorma Miller , membri sopravvissuti dei Whitey’s Lindy Hoppers, hanno svelato una targa commemorativa, proprio nel punto in cui un tempo c’era l’ingresso della sala da ballo, su Lenox Avenue.

Lo swing è arrivato fino a noi, e nonostante oggi non esista più, anche il Savoy rappresenta un pezzo importantissimo di storia americana e, perché no, mondiale.

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