"Cercasi positivo Covid-19", nelle chat Telegram tutta la follia dei Covid party

Migliaia di utenti No-vax hanno lanciato, sulla nota piattaforma di messaggistica, richieste di incontri con persone affette dal virus, in modo tale da contagiarsi e usufruire dei sei mesi di Green Pass destinato ai guariti.

Li chiamano Covid party e sembrano essere la nuova moda per chi, contrario al vaccino, vuole ottenere il Green Pass. E su Telegram, chat e annunci per “immunizzarsi naturalmente“, sono spuntati come funghi, nonostante molti canali del servizio di messaggistica siano già stati chiusi.

Bastava digitare Covid party per trovare tutta una serie di richieste di incontri con persone positive al virus: da una chiacchierata al chiuso per un caffè a vere e proprie feste. Insomma, ce n’era per tutti i gusti e – soprattutto – per tutte le regioni d’Italia, come riporta Silvia Renda sull’Huffinghton Post.

“Cerco su Milano”, “Puglia chi c’è?”, “Tra Lazio e Abruzzo c’è qualcuno?”, “Qualcuno a Catania?”. Da Nord a Sud, passando per il Centro: le richieste per contagiarsi e usufruire dei sei mesi di Pass, destinati ai guariti attraversavano l’Italia intera. La vicinanza era il requisito più richiesto: spostarsi da Bari a Milano risultava scomodo a molti, soprattutto ai tanti che poi avrebbero dovuto anche pagare il costo dell’immunizzazione: “Cercasi positivo Covid-19, zona basso Piemonte o Liguria, disposto a immunizzarmi con Covid originale, anche a pagamento, da concordare. Se interessati passo il mio cell privatamente. Mi serve per lavorare. Attualmente sono sospeso senza paga“.

Il caso era scoppiato in realtà a Bolzano, dove la pratica dei Covid party era stata “importata” direttamente dall’Austria e dalla Germania. “Ci sono giovani ragazzi, anche di età scolare, che si incontrano con positivi e cercano di acquisire l’infezione, non rendendosi conto che il virus è pericoloso anche nei bambini e nei giovani”, aveva dichiarato nei giorni scorsi Patrick Franzoni, vice coordinatore dell’unità Covid di Bolzano.

Il fenomeno, insomma, non riguarda soltanto l’Italia ma buona parte dell’Europa del Nord e dell’Est. Il caso più grave, finora, ha coinvolto un uomo austriaco di 55 anni, morto dopo essersi infettato durante uno di questi eventi. Ma nemmeno queste notizie sembrano essere sufficienti a convincere i No-vax a vaccinarsi: “Non ho nessun vaccino da quando sono nato. Non sarà questo il primo vaccino che mi farò. Andrò avanti a pagarmi tamponi ogni 48 ore perché altrimenti non posso lavorare“.

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