Nella notte, con grande soddisfazione, il Premier Conte ha annunciato l’accordo trovato sulla scuola e sulla questione delle 32mila assunzioni di docenti necessarie per far partire il prossimo anno scolastico: la selezione avverrà, dopo l’estate, per concorso. Nel frattempo verranno assunti a termine i precari delle graduatorie.

Il concorso, dunque si farà, ma con il compromesso: non avverrà in piena estate e non sarà un quiz a crocette come chiedevano la Ministra Azzolina e il M5s. I candidati dovranno affrontare una prova scritta presentando un elaborato.

Nonostante i compromessi, la ministra Azzolina si è detta contenta dell’accordo trovato:

“Trovato l’accordo sul concorso straordinario per la scuola. Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito. La proposta del Presidente del Consiglio va in questa direzione, confermando il concorso come percorso di reclutamento per i docenti.”

Soddisfazione espressa anche dal Pd: “Ha vinto non una parte politica, ma il buonsenso. La soluzione individuata va nella direzione abbiamo sempre auspicato”. 

L’accordo è arrivato in tarda serata, dopo la mezzanotte di ieri, al termine di una giornata abbastanza turbolenta. Pd e Leu ribadivano con fermezza il no al concorso estivo a quiz, mentre il M5s che accusava gli alleati di Governo di voler fare una sorta di “sanatoria” dei precari.

L’unione di intenti trovata permetterà al Governo di presentarsi al voto sul “decreto-scuola” con maggiore serenità. Matteo Orfini ha tuttavia predicato calma, chiedendo di aspettare il testo scritto dell’accordo che dovrebbe arrivare nella giornata di oggi prima di esultare:

“L’unica cosa che mi pare certa è che non si farà il concorso durante la pandemia e che non si selezionerà con il quiz. Due cose fino a poche ore fa tutt’altro che scontate. Due cose importanti. Due cose che avevamo chiesto a gran voce.

Sono sufficienti a esprimere un giudizio complessivo? No. Perché ci sono tantissimi altri aspetti altrettanto importanti e troppe cose che come voi ancora non so.
Ma soprattutto ho un po’ d’esperienza e so che le norme vanno sempre valutate per come sono scritte e non per come vengono raccontate.”

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