logo
Stai leggendo: Dopo il Leone Cecil, sui Social i Baby Cacciatori Accanto alle Loro Prede: è Polemica

Dopo il Leone Cecil, sui Social i Baby Cacciatori Accanto alle Loro Prede: è Polemica

Lo sgomento per l'uccisione del leone Cecil e di altri animali protetti ancora non si è placato e già emergono i contorni di un nuovo trend che sembra prendere piede: organizzare battute di caccia con i propri figli e immortalarli accanto alle loro prime prede.
Fonte: Web
Fonte: Web

Allen Tarpley è un cacciatore, adulto. Uno dei tanti appassionati di safari e caccia grossa. A renderlo “famoso” e noto al web sono state le fotografie che, recentemente, ha postato sui social e che ritraggono i suoi figli, di 7 e 9 anni, evidentemente suoi nuovi compagni di caccia, accanto alle prede abbattute, leonesse, antilopi e… il loro primo leone ucciso.

La storia rimanda immediatamente a quella del leone Cecil, ucciso a colpi di fucile e decapitato dal dentista americano Walter Palmer nello Zimbabwe, e a quella della giraffa uccisa dalla ragioniera, pure statunitense ma di origine italiana, Sabrina Corgatelli, cacciatrice di giraffe, antilopi e coccodrilli.

Due vicende analoghe, per certi versi. Il leone Cecil aveva 13 anni ed era il simbolo dello Zimbabwe: rientrava in un programma di studi dell’University of Oxford, portava al collo un GPS per permettere ai ricercatori di monitorare ogni suo spostamento ma è stato attirato fuori dall’area protetta per essere ucciso.
Sabrina Corgatella, dal canto suo, pubblica su web e social le immagini delle sue battute di caccia con le armi utilizzate e le tenute indossate. Sabrina non si scompone dinanzi alle critiche – numerosissime sul web -: parla di una passione sportiva, e non ha alcuna intenzione di rinunciarvi.

A 7 e 9 anni il papà li porta a caccia di leoni
Fonte: Twitter Safaruhunter77

Nella storia di Allen Tarpley, a sconvolgere ancora di più il web, è il fatto che il padre-cacciatore abbia scelto di farsi accompagnare da quelli che sono, a tutti gli effetti, solo dei bambini, ritraendoli con fucili e grossi animali morti.

In una delle foto caricate su Twitter, per esempio Allen Tarpley mostra il figlioletto di 7 anni accanto a un leone morto. Con questa didascalia:

Il mio ragazzo di 7 anni con il suo primo leone

Un’altra immagine analoga ritrae invece il primogenito, 9 anni.

Le fotografie risalgono a luglio, quindi i fatti sono precedenti alla morte del leone Cecil, ma sono state scoperte recentemente dall’organizzazione We Will Not Be Silenced about Hunters (Non lasceremo che i cacciatori ci mettano a tacere), che ha diffuso le fotografie sui social.

Una in particolare mostra uno dei ragazzini che gioca con un tablet appoggiandosi al leone morto.

Il gruppo ha tuttavia invitato i suoi utenti a

non odiare il bambino. Lui è stato cresciuto così.

A 7 e 9 anni il papà li porta a caccia di leoni
Fonte: Daiymail.co.uk

E non è nemmeno chiaro se la foto ritragga uno dei figli di Tarpley o se si tratti di un altro fatto non ancora scoperto, in linea con un trend che sembra prendere sempre più piede: la partecipazione di bambini a battute di caccia e safari.

In tutto questo, il gruppo a favore della caccia Game Animals of the Past and the Present ha a sua volta postato l’immagine del bambino col tablet. Esprimendo tutt’altra opinione:

Come un boss dopo aver catturato e finito questa leonessa un ragazzo di 9 anni si prende una pausa e gioca col suo iPad. Il padre può esserne davvero orgoglioso.

Ma il Daily Mail fa presente che  generalmente gli animali uccisi, come Cecil, sono tenuti in parchi protetti, crescono in cattività e pertanto non sono pericolosi per l’uomo. Questi cacciatori stordiscono prima le loro prede con tranquillanti e, non appena si avvicinano, le colpiscono. 

E intanto il web insorge. Stavolta non solo indignato dalla sorte degli animali, ma anche dal coinvolgimento dei bambini. Del resto non manca chi, invece, difende una passione sportiva, in nome della sua legalità. Voi cosa ne pensate?