Lo studio di UK Biobank è stato svolto su 88.000 soggetti di età compresa tra i 43 e i 79 anni, per capire come l’igiene del sonno influisca sulla salute.

Questa ricerca, sebbene ognuno si “abitui” ai propri ritmi giornalieri, suggerisce l’importanza di ripristinare l’orologio biologico per ridurre il rischio di problemi al cuore. Sembra, infatti, che la cosa migliore per ridurre problemi cardiovascolari sia addormentarsi non troppo presto e non troppo tardi, tra le 22 e le 23 al massimo.

Ovviamente, lo studio non è universale: bisogna mettere in conto molti fattori, come l’età della persona, problemi legati al fumo, al consumo di alcool e di sostanze stupefacenti ed eventuali malattie.

David Plans, capo della ricerca presso Huma Therapeutics e professore dell’Università di Exeter, ha affermato alla stampa che se l’orologio biologico viene “sfaldato” per un lungo periodo di tempo, c’è il rischio che possa “aumentare l’infiammazione e che si possa compromettere la regolazione del glucosio, entrambi i quali possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari“.

Come riportato dalla rivista European Heart Journal – Digital Health, lo studio rivela che 3.172 degli 88.026 partecipanti, reclutati tra il 2006 e il 2010, hanno sviluppato malattie cardiovascolari in un periodo di circa 5 anni. Nessuno di loro presentava disturbi del sonno. I ricercatori hanno quindi indagato se ci fosse una correlazione con l’orario in cui si coricavano, dotando i soggetti di un braccialetto che monitorava il loro sonno nell’arco di una settimana.

Tenendo in considerazione sesso, età, diabete, fumo, pressione sanguigna e stato socio-economico, i ricercatori hanno scoperto che chi si addormentava a mezzanotte o più tardi aveva un rischio maggiore del 25% di sviluppare malattie cardiovascolari, mentre coloro che si addormentavano prima delle 22:00 avevano un rischio maggiore del 24%. Anche chi si addormentava dalle 23 alle 23.59 aveva un rischio maggiore, del 12%.

Le persone spesso presumono che le malattie cardiovascolari siano una conseguenza di influenze fisiologiche“, ha detto alla stampa il dottor Plans. “Mentre in realtà, l’influenza comportamentale sul sistema cardiovascolare a causa dell’interruzione circadiana è enorme“.

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Lo studio rileva che le donne sembrano essere più a rischio degli uomini, ma le ragioni non sono ancora chiare. Plans ha affermato alla stampa che sono necessarie ulteriori ricerche, con un numero maggiore di partecipanti, per esaminare meglio i risultati.

Lo studio, sebbene limitato a soggetti di età compresa tra i 40 e i 70 anni prevalentemente bianchi, mette chiaramente in luce quanto l’igiene del sonno non sia cosa da sottovalutare.

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