La scorsa notte c’è stato un brusco scontro tra il Governo e le Regioni sul decreto del Premier Conte con il quale si è dato il via alla riapertura. All’una di notte, dopo le accuse dei presidenti di regione, il Governo rappresentato dal Premier Giuseppe Conte e dal ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha aperto un nuovo tavolo di discussione che si è protratto fino alle tre.

Al termine della riunione è stato trovato un accordo, nonostante gli argomenti del dibattito abbiano lasciato molta tensione: alla base della protesta c’erano i protocolli di sicurezza fissati dall’Inail che non erano stati allegati nel testo del decreto. Questo, secondo i governatori, generava ambiguità normativa.

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Il premier ha immediatamente presentato una riformulazione del Dpcm, tuttavia anche questa nuova versione è stata considerata ancora vaga. In fine si è optati per un richiamo ai protocolli regionali sia nel testo del Dpcm sia negli allegati.

L’accordo tuttavia non ha placato completamente gli animi. Per comprendere il malumore dei presidenti di regione basta leggere il post pubblicato a caldo dal governatore della Liguria, Giovanni Toti:

Il ministro Boccia, dal canto suo, ha invece provato a distendere gli animi e a spegnere ogni critica:

“Un lavoro intenso e utile per far ripartire il Paese in sicurezza. Le richieste delle Regioni erano legittime. L’accordo sancisce ancora una volta la leale collaborazione tra regioni e governo. Ora ci sarà maggiore autonomia e responsabilità per le Regioni. Più i contagi vanno giù e più possono aprire, più vanno su e più dovranno chiudere. Sarà tutto trasparente, anche le responsabilità saranno chiare”.

 “Alla fine il risultato è arrivato” è stato invece il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini:

” Il governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”

Articolo originale pubblicato il 17 Maggio 2020

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