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Facebook: Arriva il Pulsante "Non Mi Piace", Ecco Come Funzionerà

Lo desideriamo almeno una volta al giorno: il post della collega insopportabile, l'amica che si è montata la testa, un fatto tragico buttato lì dalle pagine di news come fosse una notizia qualsiasi. Ora si è convinto anche Zuckerberg: presto il tasto Non mi Piace, o Dislike che dir si voglia, arriverà su Facebook. Ma con qualche limitazione. Andiamo a vedere quale!
Su Facebook arriva il dislike
Fonte: Web

Quante volte ce lo siamo chiesto, dinanzi a una notizia inutile, a una bufala, a un fatto terribile… Perché non posso selezionare l’opzione Non mi Piace su Facebook? Mark Zuckerberg, l’inventore del social, era sempre stato scettico a riguardo: la sua creatura, diceva grossomodo, voleva essere uno strumento di relazione e amicizia, e non un asocial media in cui creare diatribe tra utenti o “classifiche” al ribasso basate su un’arbitraria valutazione della qualità di post e contenuti.

Ma alla fine anche il ragazzo prodigio di Palo Alto si è convinto: il pulsante Dislike arriverà. Non è dato sapere quando, ma pare presto. L’ha confermato lo stesso Zuckerberg ieri durante un meeting a Menlo Park a porte chiuse per la stampa americana:

Oggi è un grande giorno. Sono anni ormai che gli utenti chiedono il tasto “Non mi Piace”. Abbiamo deciso di seguire il loro consiglio, stiamo lavorando a qualcosa che possa soddisfare la nostra comunità.

A quanto pare, il giovane Paperon de Paperoni ha cambiato idea rispetto a qualche tempo fa. Ora ritiene infatti che

il pulsante Dislike potrebbe aiutare le persone a esprimere la loro empatia nei confronti di ciò che accade su Facebook.

Un’implementazione che, agli occhi di noi profani, potrebbe sembrare semplice. Ma che per gli ingegneri semplice non sarà affatto. Zuckerberg, come suo solito, non ha lasciato niente al caso, e ha già deciso che Non mi Piace sarà associato solo ad alcuni post: tragedie, lutti, incidenti, il divorzio del nostro migliore amico. Peraltro non è affatto detto che il nostro Non mi Piace si potrà esprimere, come vorrebbe il nostro immaginario, al pari dei Like che quotidianamente assegniamo. Zuckerberg ha accennato in termini vaghi a

una modalità per esprimere tristezza.

In fin dei conti, la sua idea originaria sta vacillando solo di millimetri.

Gli utenti di Facebook non vogliono dare pareri negativi ai post altrui, ma solo esprimere sostegno quando qualcuno condivide qualcosa di triste.

Naturalmente Zuckerberg tira l’acqua al suo mulino. Noi, da utenti navigate, potremmo dirgli che non si contano le volte in cui vorremmo attribuire un parere del tutto negativo al post di qualcun altro. Per mera antipatia personale, a volte, più spesso per contenuti che ci mandano il sangue alla testa. Certo bisogna porsi anche il problema del cyber bullismo su Facebook tra adolescenti: in questo caso, limitare il Dislike ha del tutto senso.

Rimane che noi vorremmo poterlo far sapere, quando non siamo d’accordo, ai nostri politici. Che si ipotizza, saranno una delle categorie escluse dai Dislike, al pari dei calciatori o delle star.

Insomma, non dobbiamo cantare vittoria troppo presto. Anche perché, come qualcuno ben sa, Facebook ha altri obiettivi oltre alla connessione tra persone. È un bacino preziosissimo di dati personali, preferenze, interessi e modalità espressive che il buon Mark si tiene stretto come Linus la sua coperta. In linea con il business model, il pulsante Non mi Piace potrebbe diventare per i vertici del social uno straordinario, ulteriore strumento per effettuare indagini di mercato, profilando ancora più precisamente gli utenti.
E siccome a pensar male si fa peccato ma spesso si rischia pure di aver ragione, sorge il ragionevole sospetto che le richieste degli utenti citate dal fondatore del social siano poco più di un alibi. Mark Zuckerberg deve aver ragionato in ben altri termini, giungendo poi alla stessa conclusione dei suoi iscritti, sebbene partendo da premesse diverse.
Alla fine, il risultato non cambia. Possiamo dirci tutti contenti, quindi? Mah, forse sì. Noi, da utenti, siamo contente a metà. Ma quanto meno è un inizio! Voi che ne pensate?