Con il DPCM illustrato ieri sera dal Premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, l’Italia entra ufficialmente nella Fase 2 dell’emergenza epidemiologica Covid-19. Tuttavia sono ancora molte le attività non permesse per l’alto rischio di contagio. Tra queste ci sono le funzioni religiose, ancora “vietate” per il momento.

Subito dopo la conferenza, la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) ha diffuso un durissimo comunicato nel quale viene ricordato al Governo l’impegno preso già a fine marzo dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che in un’intervista rilasciata ad Avvenire, aveva ribadito l’intenzione dell’Esecutivo di trovare al più presto misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto. Ne era partita una sinergia proprio con la Segreteria Generale della CEI che ora si sente “tradita” dal nuovo DPCM.

Nella nota della CEI, si ricorda al Governo di come la Chiesa abbia accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all’emergenza sanitaria, ma che“più volte si è sottolineato in maniera esplicita che – nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia – la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale.
La reazione di Palazzo Chigi alle dure accuse della CEI non si è fatta attendere.
Il Governo ha infatti assicurato alla Chiesa e ai fedeli che nei prossimi giorni ci saranno nuove misure per salvaguardare il diritto alla libertà di culto: “La Presidenza del Consiglio prende atto della comunicazione della CEI e conferma quanto già anticipato in conferenza stampa dal Presidente Conte. Già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza” recita la nota diffusa da Palazzo Chigi.
Covid-19, Conte annuncia il nuovo Dpcm su fase 2: ecco le novità
Ricordiamo che per quanto riguarda le cerimonie funebri, esse saranno già possibili dal 4 maggio, in presenza di un massimo di 15 familiari, preferibilmente all’aperto e rispettando rigorosamente le misure anti-contagio.
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