Feci e urine trasmettono il coronavirus, la scoperta cinese | Roba da Donne

Feci e urine trasmettono il coronavirus, la scoperta cinese

Le urine e le feci possono trasmettere il coronavirus, lo rivela uno studio cinese e lo conferma l'Istituto Superiore di Sanità.

È una notizia di qualche settimana fa che il coronavirus può essere trasmesso attraverso le feci e le urine, la Commissione Sanitaria Nazionale cinese (NHC) ha inserito il contatto con l’aerosol di feci e urine tra i possibili metodi di trasmissione del Covid-19, l’infezione scatenata dal nuovo virus Sars-COV-2.

La scoperta cinese si basa sui risultati di alcune indagini in cui è stata rilevata la presenza dell’RNA virale nei campioni fecali e nelle urine di alcuni pazienti ricoverati. Ora a confermare tale scoperta è l’Istituto Superiore di Sanità precisando però che una contaminazione fecale è piuttosto remota.

Il Coronavirus può diffondersi attraverso le “feci aerosolizzate” se le persone lasciano la tavoletta del water alzata. La possibile trasmissione del virus quindi, può avvenire quando i batteri delle feci o le particelle di urina vengono rimosse dal flusso di acqua che scorre quando si tira lo scarico e vengono rilasciate nell’aria del bagno.

I patogeni del virus possono stabilirsi su superfici vicine come pareti, asciugamani e spazzolini da denti. È ormai noto che il virus sopravvive su diversi materiali e per diverse ore, persino giorni in alcuni casi. Quello che gli esperti raccomandano, quindi, è di abbassare sempre la tavoletta prima di tirare lo sciacquone.

Precedentemente, vi abbiamo già parlato dello studio effettuato dagli scienziati del’ISS nelle città di Milano e Roma. Gli esperti hanno individuato tracce di coronavirus nelle acque delle fogne, questa scoperta può essere fondamentale nella Fase 2 perché con le acque di scarico si potrà monitorare la circolazione del virus ed evidenziare precocemente un’eventuale ricomparsa di coronavirus, in questo modo gli scienziati saranno in grado di individuare la presenza di infezioni nella popolazione.

Il direttore del Reparto Qualità dell’acqua e salute dell’Iss, Luca Lucentini, ci ha tenuto a sottolineare che questa scoperta non ha alcun rischio per le persone ma può aiutare a rilevare velocemente un nuovo focolaio di Coronavirus.

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Articolo originale pubblicato il 26 Aprile 2020

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