Valentina Sarto uccisa in casa dal marito: si allunga ancora la lista dei femminicidi

La donna, barista nello storico locale ritrovo dei tifosi dell'Atalanta, sarebbe stata aggredita in casa dal marito. Al Corriere la testimonianza di quello che sarebbe il suo nuovo compagno.

Solo di qualche giorno fa la notizia dell’uccisione di Daniela Zinnanti, compiuto a Messina dall’ex marito Santino Bonfiglio, ma la lista dei femminicidi, purtroppo, anche in questo 2026 non accenna a smettere di crescere.

A Bergamo la quinta vittima di questo nuovo anno iniziato da appena tre mesi è la quarantaduenne Valentina Sarto, barista nello storico locale ritrovo dei tifosi dell’Atalanta, a due passi dalla New Balance Arena della città orobica; a colpirla, con una serie di coltellate, sarebbe stato i, marito 49enne Vincenzo Dongellini, al termine di una lite che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scoppiata nel corso della mattinata.

Tra le ipotesi attualmente al vaglio degli inquirenti c’è anche quella per cui Sarto sarebbe stata intenzionata a lasciare Dongellini, sposato solo dieci mesi fa dopo una relazione di dieci anni e con cui, almeno in apparenza, non risultano problemi pregressi.

La quarantaduenne sarebbe stata colpita ripetutamente alla schiena e alla gola, con l’arma del delitto trovata dai carabinieri poco distante dal suo corpo, nella camera da letto dell’abitazione di via Pescaria; Dongellini, padre di due figli avuti da una precedente relazione e attualmente senza occupazione, avrebbe poi cercato di infierire su se stesso, prima ingerendo della candeggina e poi con lo stesso coltello, pur senza risultare in pericolo di vita e, una volta intervenute le forze dell’ordine, il pm di turno Antonio Mele ne ha disposto l’arresto per omicidio volontario con trasferimento al Papa Giovanni XXIII, nell’attesa di sottoporlo a interrogatorio.

Nelle ore immediatamente seguenti al femminicidio è emersa la voce di una nuova relazione che Valentina Sarto avrebbe intessuto con un uomo conosciuto proprio al Baretto dei tifosi, Moris Panza, che è intervenuto parlando con la sezione bergamasca del Corriere, spiegando “Lei gli aveva detto che si era innamorata di un altro uomo”.

Panza avrebbe anche aggiunto che Dongellini sarebbe stato più volte violento nei confronti della moglie: “La prima volta che mi è arrivata con i segni sul collo le ho detto di non tornare più a casa. Le ho ripetuto mille volte di venire a stare da me o almeno dalla sua amica di Seriate – ha riferito l’uomo – Sabato mattina siamo andati dai carabinieri di Almenno a chiedere informazioni, mi hanno spiegato che io non potevo sporgere la denuncia e che lei lo avrebbe dovuto fare a Bergamo. Valentina ha risposto: aspetto una settimana poi vediamo, se va avanti così esco di casa e lo denuncio”.

Secondo Panza, Valentina Sarto non aveva il coraggio di lasciare la casa che condivideva con Dongellini per paura di ritorsioni. Nel frattempo, per la sua morte arriva il cordoglio di tutta la città, espresso anche attraverso la voce della sindaca Elena Carnevali: “Un femminicidio è un crimine agghiacciante, un dolore terribile per tutte e tutti noi, una ferita profonda per la città di Bergamo e l’intera società – ha dichiarato la prima cittadina – Dobbiamo continuare a lavorare per cambiare le cose, anche in una città come Bergamo già da tempo impegnata nel sostegno in situazioni di violenza, nel lavoro condiviso con la rete interistituzionale, l’associazione Aiuto Donna, il Centro antiviolenza”.

Oltre all’inasprimento delle pene, ha proseguoto Carnevali, “dobbiamo sconfiggere la cultura del possesso, della sopraffazione, che fa credere agli uomini di poter disporre delle nostre vite, delle vite delle donne”.

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