Per quanto praticamente ignorata per lungo tempo dalla comunità scientifica Mary Anning resta una delle più importanti (se non la più importante) paleontologhe del mondo, il cui lavoro però è stato riabilitato e preso in considerazione solo in tempi recenti, con l’inserimento, nel 2010, nella lista delle 10 donne che hanno contribuito in particolar modo alla storia della scienza dalla Royal Society, e l’intitolazione di una stanza al Museo di Storia Naturale di Londra.

Il regista Francis Lee ha però deciso di fornirne un profilo diverso, sconosciuto, e non proprio approvato all’unanimità nel film Ammonite, che doveva inizialmente essere presentato a Cannes 2020, salvo poi essere posticipato, a causa della pandemia di Covid-19, al Toronto International Film Festival dell’11 settembre.

Il motivo di pareri discordanti sull’uscita del film ispirato al lavoro e alla vita di Mary Anning è presto detto: nella pellicola, infatti, si ripercorre la presunta storia d’amore che la paleontologa avrebbe avuto con la geologa Charlotte Murchison, altro nome importantissimo della scienza britannica al femminile. Una lettura in chiave omosessuale della figura di Anning che gli eredi non avrebbero approvato e che, sostanzialmente, non troverebbe riscontri storici verificati. Anche se Lee ha spiegato perfettamente il motivo di questa scelta.

Ammonite, il film

A prestare il volto a Mary Anning sarà la straordinaria Kate Winslet, mentre l’amante Charlotte Murchison è interpretata da Saoirse Ronan. Come detto, Lee ha fatto chiaramente capire che non si tratta di un biopic, quindi non ci si deve aspettare una cronaca fedele dei fatti e della vita di Anning, ma sicuramente la pellicola è un omaggio al lavoro e alla ricerca della paleontologa, cui si unisce la volontà di descrivere il ruolo cruciale che le figure femminili hanno comunque avuto nella sua vita, dall’amica Anna Maria Pinney, alle sorelle Philpot, che hanno guidato e alimentato l’interesse della giovane Anning per la geologia, fino a Mary Buckland, altra eccellente biologa marina e paleontologa.

Chi grida all’inesattezza storica, inoltre, non tiene conto del fatto che si hanno ben poche notizie rispetto alla vita privata di Anning, di cui non si conoscono gli amanti e non si registrano mariti, perciò, considerando anche che all’epoca una eventuale relazione omosessuale non avrebbe potuto essere vissuta alla luce del sole, Lee fornisce solo un’altra versione della storia, non escludendo a priori un legame con Murchison.

Il regista ha difeso la sua linea di pensiero anche in un tweet, scrivendo:

Dopo aver visto la storia queer essere sistematicamente ‘raddrizzata’ in tutta la cultura, e dato una figura storica in cui non vi è alcuna prova di una relazione eterosessuale, non è lecito vedere quella persona in un altro contesto?

Il film sarà distribuito da Neon, trionfatrice agli ultimi Oscar con il coreano Parasite, e arriverà nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 13 novembre 2020, mentre non c’è ancora alcuna data certa per sapere quando approderà in Italia. Nel frattempo, è stato rilasciato il trailer ufficiale.

Ammonite, chi erano le vere Mary Anning e Charlotte Murchison

Di certo c’è che le figure di Mary Anning e Charlotte Murchison siano realmente esistite, e che il contributo dato da entrambe alla scienza sia stato davvero importante, pur se lungamente sottovalutato.

Anning riuscì a scoprire diversi reperti fossili, fra cui il primo scheletro completo di plesiosauro, lavorando completamente da autodidatta, “addestrata” nella ricerca dal padre, Richard, assieme al fratello John. Proprio la morte del genitore segnò, per lei e per John, la svolta, il momento in cui, per sostenere la famiglia, la caccia ai fossili si trasformò in un vero e proprio lavoro: come papà faceva prima di loro per arrotondare i guadagni come falegname, anche Mary e John iniziarono a vendere ai turisti ammoniti e belemniti, da portare a casa come souvenir, a Lyme Regis, all’epoca fra le località vacanziere più in voga per nobili e borghesi.

Charlotte, invece, sposata con il geologo Roderick Impey Murchison, viaggiò in tutta l’Europa continentale, visitando luoghi come la Francia, le Alpi e l’Italia, creando numerosi schizzi di caratteristiche geologiche, come scogliere e fossili, in Inghilterra durante le loro numerose escursioni in tutto il paese, compresa la costa dello Yorkshire nel 1826.

Charlotte Murchison riuscì a costruire una significativa collezione di fossili durante i viaggi con il marito, applicando ciò che le era stato insegnato da Paul Sandby per creare schizzi geologici che, più che focalizzarsi sulle caratteristiche geologiche in dettaglio, fornissero un’illustrazione più emotiva del paesaggio.

Attraverso il suo lavoro, ha anche aiutato il marito a sviluppare molte delle sue pubblicazioni, tanto che diverse delle sue illustrazioni, come “Valle di Gosau”, furono incluse nelle opere di quest’ultimo.

Per molti Murchison non avrebbe avuto la medesima carriera senza la moglie al suo fianco; Charlotte morì a 80 anni per complicazioni dovute alla malaria che aveva contratto proprio nel corso di uno dei tanti viaggi con il consorte.

Ammonite, il regista e le interpreti

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Ammonite: l'amore tra Charlotte Murchison e Mary Anning, donne realmente esistite
Fonte: un frame del film Ammonite
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