Un po’ Gossip Girl, un po’ Downton Abbey e un po’ Orgoglio e pregiudizio. Ci sono storia, femminismo, amore nella nuova serie Netflix Bridgerton, disponibile dal 25 dicembre, che ha tutte le carte in regola per essere un asso nella manica della piattaforma di streaming.

E non tanto per la trama, che a tratti potrebbe sembrare già vista, quanto per la firma, che è la vera punta di diamante degli sceneggiatori americani. Parliamo di Shonda Rhimes, la “madre” di Grey’s Anatomy e Scandal (fra le altre), che dopo aver firmato un contratto multimilionario con Netflix debutta con una serie in costume (molti l’hanno definita la prima, ma in realtà c’era già stato l’esperimento di Still star crossed, una sorta di continuo del Romeo e Giulietta di Shakespeare, cancellato dopo solo una stagione e mai arrivato in Italia).

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Ambientata all’epoca della Reggenza, Bridgerton trae spunto dai romanzi rosa scritti da Julia Quinn, pubblicati a partire dal 2000, e si distingue in particolare per l’accuratezza dei costumi, per la precisione delle ricostruzioni di scenografie, trucco, che ben definiscono il periodo storico e contribuiscono a definire fin da subito i personaggi.

La protagonista, Daphne Bridgerton, è una debuttante che ha fatto colpo nientemeno che sulla Regina, e che è ritenuta tra le più belle del regno; sempre elegante, semplice, compita, la sua personalità emerge in una manciata di minuti grazie alla sapiente opera di Shonda nel costruire il suo personaggio.

Ma ci sono altri punti, non irrilevanti, che giocano a favore della serie, uno su tutti la voce “fuori campo” di una star del calibro di Julie Andrews, che fa da narratrice nelle vesti di Lady Whistledown, donna misteriosa che informa l’opinione pubblica sugli scandali, veri o presunti, che si consumano nell’aristocrazia inglese, e con i suoi giudizi la influenza. C’è, in questa scelta, molto di quel Gossip Girl cui accennavamo prima, con la stessa voce fuori campo che dava il nome alla famosa serie.

Ma, sarà per l’epoca, sarà perché è una serie in costume, o forse perché l’amore diventerà uno dei punti cardine dello show, non si possono non ritrovare in Bridgerton anche tracce di Jane Austen e del suo Orgoglio e Pregiudizio, sia di Downton Abbey (quest’ultima, in realtà, è richiamata più che altro dagli intrighi e misteri che si dipanano a corte).

Difficilmente Shonda Rhimes ha sbagliato qualcosa (ma qualche inciampo c’è stato, vedasi Off the map, cancellato dopo solo 13 episodi, o il già citato Still star crossed), ma soprattutto ha abituato il suo pubblico a continui colpi di scena e a sorprese non sempre gradite – la morte del dottor Stranamore in Grey’s Anatomy vi dice niente? -, perciò siamo convinti che, nonostante la trama semplice, anche Bridgerton ci stupirà.

Sfogliate la gallery per scoprire qualcosa in più sulla serie.

Perché "Bridgerton", la prima serie Netflix di Shonda Rhimes ci farà impazzire
Fonte: un frame della serie
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