L’ultimo film a cui ha partecipato, Io sono Babbo Natale, con Marco Giallini, uscirà postumo il 3 novembre, a un anno esatto dalla sua scomparsa.

Gigi Proietti non c’è più, ma la sua ironia delicata continua a volare tra noi. L’attore è scomparso il 2 novembre del 2020, proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno.

Nella primavera 2020, la sua voce che si era prestata a doppiare tantissimi miti del cinema, da Robert De Niro a Dustin Hoffman, si era pronunciata anche in uno spot del Comune di Roma per invogliare le persone a rispettare il lockdown. Verso il quale, da mente brillante qual era, riusciva a trovare dei risvolti positivi.

In un’intervista con il Corriere della Sera dichiarava infatti:

Abbiamo più tempo per pensare – disse – per riflettere su come vivere bene in una comunità. È troppo facile scaricare sugli altri le responsabilità, che invece sono di tutti noi cittadini. È una buona occasione per ragionare su cosa abbiamo sbagliato. Con questo non voglio dire che il virus ci ha invaso per colpa nostra, dico solo che forse abbiamo sbagliato qualcosa a monte di tutta questa vicenda. Invece di litiga’ dobbiamo ragiona’.

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E nei giorni in cui lo spettro della quarantena era tornato a farsi sentire, Il Foglio aveva contattato Gigi Proietti per chiedergli un’intervista. L’argomento era abbastanza scontato, cioè la chiusura dei cinema e dei teatri, ma il parere del mattatore, già ricoverato alla clinica Santa Margherita di Roma, dove dopo è morto, ha saputo sintetizzare al meglio la questione:

Volete chiedermi dei teatri e dei dpcm, eh lo so – ha risposto in maniera sibillina – Ma qui i problemi so’ altri.

L’ironia che lo ha sempre caratterizzato in vita si è poi palesata amara anche nel giorno della sua morte, che non solo è caduta lo stesso giorno del suo ottantesimo compleanno, ma è anche il 2 novembre, Giorno dei Morti. Forse, però, stava già tutta scritta nei versi della canzone Ho detto al sole di Petrolini che Proietti ha contribuito tanto a far conoscere al pubblico: “Sono contento di morire, ma mi dispiace”.

L’attore ha lasciato due figlie, Susanna, costumista e scenografa, e Carlotta, cantante e attrice. Oltre a Sagitta Alter, la compagna originaria della Svezia, dove faceva la guida turistica – che Proietti aveva conosciuto nel 1962 e non aveva mai sposato, nonostante sempre tutti i giornalisti gli chiedessero perché.

È una domanda che mi fanno proprio tutti – spiegò al Corriere – La verità è che io e Sagitta non ci pensiamo più. Non ci tenevamo particolarmente al matrimonio quando eravamo giovani, ma non lo escludiamo. Chissà, magari un giorno ci guarderemo e ci verrà voglia di compiere anche questo passo, anche se il traguardo più bello, quello di costruire una famiglia unita, siamo già riusciti a realizzarlo.

Sfogliamo la gallery per ricordare insieme la carriera cinematografica di Gigi Proietti.

“Sono contento di morire, ma mi dispiace”: un anno senza Gigi Proietti
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Articolo originale pubblicato il 2 Novembre 2020