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Il villaggio di Zainab, violentata e uccisa a 6 anni, dove le bambine non fanno ritorno

Zainab, rapita, violentata e uccisa a soli 6 anni, è l'ultima vittima di un mostro che terrorizza la provincia di Kasur, nel Punjab. Tutto il Pakistan è insorto contro la polizia, affinché faccia di più per trovare l'orco responsabile della morte di almeno 10 bambine.

È un orrore senza fine quello che ha sconvolto Kasur, provincia del Punjab e ventesima città più popolosa del Pakistan.

La piccola Zainab Ansari, di sei anni, scomparsa da casa il 4 gennaio 2018, è stata ritrovata senza vita, abbandonata in una discarica. La notizia della sua morte ha scatenato una vera e propria rivolta popolare in tutta la provincia, con la gente che chiede alle forze dell’ordine di agire con più vigore e di concentrare tutte le attenzioni sulla caccia all’assassino della piccola. Questo perché il caso di Zainab è solo l’ultimo di una lunga e terribile scia di sangue, che ha come vittime proprio le bambine: c’è un orco ancora a piede libero a Kasur, e i genitori temono per la vita delle proprie figlie, non sentendosi sufficientemente tutelati dalla polizia.

La vicenda

Zainab, ultima di quattro figli, è stata vista per l’ultima volta il 4 gennaio, mentre si recava a scuola, a 100 metri da casa sua, dove doveva recitare un passaggio del Corano. In quel momento la piccola era affidata a dei parenti, dato che i genitori erano in Arabia Saudita per compiere il hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, pilastro della fede islamica. Alcune telecamere di sorveglianza hanno registrato una sequenza sgranata, in cui si vede la bambina mentre cammina per mano a un adulto, tuttora sconosciuto perché di spalle o troppo poco sfocato per poter essere identificato. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato presso una discarica 5 giorni più tardi, il 9 gennaio: presentava i segni di una morte per soffocamento e di una violenza sessuale.

Dall’esame sul corpicino di Zainab è stato recuperato del Dna, che coinciderebbe, hanno fatto sapere gli inquirenti – come riportato dalla Bbc – con quello rinvenuto sui cadaveri di altre sei bambine uccise dallo stesso serial killer. Perché, come abbiamo accennato, quello della bambina non è, purtroppo, un caso isolato, ma l’ultimo di una terribile serie di infanticidi.

Le parole del papà di Zainab

In Pakistan, la sicurezza è per i leader e noi siamo solo insetti comuni“, ha detto tra le lacrime Ameen Ansari, il padre della piccola, rientrato in fretta e furia da la Mecca appena appresa la tragica notizia. La madre della bimba, invece, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, stravolta dal dolore. Ma il signor Ansari, come i suoi concittadini, se la prende con le forze di polizia locali: “Se la polizia avesse fatto il suo dovere – ha detto – ora forse non sarei qui a piangere mia figlia“.

La sommossa popolare

Proprio la rabbia per l’impotenza della polizia della provincia è stata alla base  dei pesanti scontri che si sono verificati a Kasur, con centinaia di persone riversatesi nelle strade della città per manifestare contro l’inefficienza e l’indolenza delle forze dell’ordine. La sommossa popolare ha assunto una piega davvero drammatica, tanto che due manifestanti sono stati uccisi dai poliziotti, nel tentativo di proteggere i posti di blocco davanti agli uffici governativi. Non sono mancati cori e insulti contro il primo ministro del Punjab, Shehbaz Sharif, e contro l’Ispettore generale della polizia locale, che pochi giorni dopo il ritrovamento di Zainab hanno ammesso di “non aver agito” nei numerosi casi di stupri e di omicidi di minori nel distretto di Kasur.

Proprio il primo ministro del Punjab, Shehbaz Sharif,  ha fatto visita alla famiglia Ansari, promettendo di far installare telecamere di sorveglianza in tutta la città, e offrendo una ricompensa di 90 mila dollari a chiunque possa fornire informazioni che possano aiutare a catturare l’assassino.

Peccato che le parole di Sharif non sembrano essere state sufficienti a placare gli animi infuocati degli abitanti di Kasur, fomentati anche dalle parole del religioso islamista Khadim Hussain Rizvi, che ha guidato il funerale dei due manifestanti uccisi inveendo contro il primo ministro Sharif e contro tutto l’establishment governativo.

Zainab e le altre: le bambine scomparse di Kasur

Gli abitanti di Kasur sono legittimamente preoccupati; sempre secondo quanto riporta la Bbc, il caso di Zainab è il decimo omicidio di bambine compiuto da gennaio 2017, presumibilmente a opera dello stesso uomo sconosciuto.

La prima vittima dell’orco è stata Ayesha Bibi, 5 anni, scomparsa il 7 gennaio 2017; oggi il papà, Asifa, conserva ancora il suo orso di pelouche e la sua uniforme scolastica, e dice: “Rabbia è davvero un termine riduttivo per spiegare come ci si sente. Le persone in città sono spaventate, i bambini hanno paura persino ad andare in bagno, dicono alle mamme di non chiudere le porte e di aspettarli fuori. L’altra mia figlia non ha parlato per mesi“.

Anche Qainat, di sei anni, è scomparsa nel novembre 2017 dopo essere uscita a comprare uno yogurt. Il suo corpo è stato ritrovato nei pressi di un cimitero, fortunatamente la piccola era ancora viva, seppure a malapena. È stata, finora, l’unica a essere sopravvissuta, ma si trova ancora in ospedale, paralizzata dalla testa in giù, incapace di parlare e, probabilmente, di riconoscere persino i genitori.

Ciò che porta a sospettare che si tratti del medesimo assassino è il fatto che tutte le bambine siano state rapite molto vicine a casa, tutte nel raggio di 3 chilometri circa, e che siano state tutte ritrovate nei pressi di discariche, campi, luoghi abbandonati, senza neppure essere state seppellite.

Dopo l’assassinio di Zainab si è scatenato anche un fortissimo tam tam via social, in cui autorità locali e personaggi celebri hanno condiviso la lotta degli abitanti di Kasur affinché la polizia si adoperi per trovare il mostro che ha rapito, violentato e ucciso le bambine.

Per dare loro almeno un po’ di giustizia, visto che i loro genitori non potranno mai vederle crescere.

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