Piena di grazia, elegante, raffinata e ovviamente bellissima, ma su alcune questioni Kasia Smutniak diventa davvero una leonessa.

Polacca di origine, anche se ormai vive in Italia da 22 anni, l’attrice negli scorsi giorni ha voluto inviare un messaggio diretto e senza giri di parole al presidente Jaroslaw Kaczynski, dopo la legge choc che, in Polonia, ha vietato l’aborto in caso di malformazioni del feto, mantenendolo solo nel caso in cui la gravidanza sia conseguenza di una violenza sessuale o in cui c’è a rischio la salute della madre.

La Polonia vieta l’aborto anche in caso di malformazioni del feto

Kasia ha scritto un post nella sua lingua natale, oltre che in italiano e in inglese, mostrando il dito medio per far capire tutta la sua contrarietà alla legge; sul dito ha inoltre disegnato il fulmine, simbolo della protesta delle donne polacche, ideato dall’art director Ola Jasionowska, che vuol mandare un messaggio chiaro: “Attenzione, siete avvisati: non permettiamo che ci vengano tolti diritti fondamentali”.

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Panie Jarosławie Kaczyński, Przekroczył Pan granice wiele razy podczas ostatnich lat. Jako polka, która większość życia spędziła poza krajem, przyglądałam się temu z daleka. Ze smutkiem i przerażeniem widziałam jak decyzje Pana rządu zmieniają powoli moje wyobrażenie o Polsce. Jak plazmują społeczeństwo. To, o co walczyli moi rodzice, dziś zostało zgwałcone i podeptane. Za te gigantyczne kroki do tyłu będą odpowiadać moje dzieci. Jako matka, kobieta i obywatelka tego kraju , mówię DOŚĆ! 🇮🇹 Sig. Jarosław Kaczyński, Lei ha violato molte volte i confini negli ultimi anni. Come donna polacca che ha trascorso la maggior parte della sua vita all'estero, l'ho guardato da lontano. Con tristezze e orrore, ho visto che le decisioni del suo governo hanno lentamente cambiato la immagine della mia Polonia. Ciò per cui i miei genitori hanno combattuto è stato oggi violentato e caplestato . I miei figli pagheranno le conseguenze di questi giganteschi passi indietro. Come madre, donna e cittadina di questo paese, dico BASTA! 🇬🇧 Mr. Jarosław Kaczyński, You have crossed borders many times in recent years. As a Polish woman who spent most of her life abroad, I watched it from a distance. With sadness and horror, I saw how the decisions of your government slowly changed my image of Poland. What my parents fought for has been stripped and trampled today. My children will be responsible for these gigantic steps backwards. As a mother, woman and citizen of this country, I say ENOUGH! #JarosławKaczyński @strajk_kobiet #prawodoabrcji #prawoczlowieka #HumanRights #abortionrights #ToJestWojna #wypierdalać

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Sig. Jarosław Kaczyński, Lei ha violato molte volte i confini negli ultimi anni. Come donna polacca che ha trascorso la maggior parte della sua vita all’estero, l’ho guardato da lontano. Con tristezze e orrore, ho visto che le decisioni del suo governo hanno lentamente cambiato la immagine della mia Polonia. Ciò per cui i miei genitori hanno combattuto è stato oggi violentato e calpestato . I miei figli pagheranno le conseguenze di questi giganteschi passi indietro. Come madre, donna e cittadina di questo paese, dico BASTA!

Kasia non ci sta, e urla tutto il suo dissenso di fronte alla cancellazione del diritto di scelta femminile che, di fatto, si sta consumando in Polonia. L’attrice, del resto, è la prova vivente di quanto la sorellanza esiste e sia forte, essendosi sempre schierata dalla parte delle donne su molti fronti, incluso quello estetico, mettendoci letteralmente anche la faccia.

Lo ha fatto, ad esempio, quando ha lanciato Beautyligo, un filtro di bellezza da usare su Instagram che simula le macchie della vitiligine, la stessa che l’ha colpita sette anni e che, dopo un periodo difficile, alla fine ha accettato come parte integrante di se stessa.

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Non è passato nemmeno un anno da quando ho postato la mia prima foto con la vitiligine. Quel momento di timore e di incertezza per il “dopo”, non lo scorderò mai. Da un lato ero fiera di aver mostrato una nuova me, dall’altro avevo paura di non essere accettata, nel mio lavoro per esempio o di sentirmi derisa, osservata. E sapete cosa è successo dopo? Nulla. Non è successo proprio nulla. O meglio, nulla di eclatante. Sono arrivati tanti commenti di sostegno e di condivisione. E ne sono seguiti altri e altri ancora, ma soprattutto, io ho smesso di vedere le macchie. Proprio come i nei. Sai che ci sono, però non ci fai tanto caso. Perché è naturale e fanno parte di te. Oggi posso dire che la vicinanza delle tante persone con la mia stessa “particolarità” è stata preziosa per il mio percorso. Poi un giorno ho pensato: “Esistono centinaia di filtri Insta che ti rendono più bello, più brutto, più gatto, più astronauta o più non so che cosa. … perché non fare un filtro di bellezza che ti fa vedere come saresti con la vitiligine”? E così mi sono messa al lavoro per realizzare il mio filtro di bellezza che ho chiamato #Beautyligo e sarei felice se lo provassimo tutti, in omaggio alla bellezza della diversità. Un tema che, vitiligine o no, mi sta molto a cuore. Trovi il filtro nelle stories o nella sezione “filtri” sul mio profilo (quella faccina che brilla insomma) prendi la posa, sentiti bell@ e scatta la foto: più siamo, meglio è. #Beautyligo #labellezzadelladiversità

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Non è passato nemmeno un anno da quando ho postato la mia prima foto con la vitiligine – ha scritto la bella attrice di origine polacca –  Quel momento di timore e di incertezza per il ‘dopo’, non lo scorderò mai. Da un lato ero fiera di aver mostrato una nuova me, dall’altro avevo paura di non essere accettata, nel mio lavoro per esempio o di sentirmi derisa, osservata. E sapete cosa è successo dopo? Nulla. Non è successo proprio nulla. O meglio, nulla di eclatante. Sono arrivati tanti commenti di sostegno e di condivisione. E ne sono seguiti altri e altri ancora, ma soprattutto, io ho smesso di vedere le macchie.

Proprio come i nei. Sai che ci sono, però non ci fai tanto caso. Perché è naturale e fanno parte di te. Oggi posso dire che la vicinanza delle tante persone con la mia stessa ‘particolarità’ è stata preziosa per il mio percorso.
Poi un giorno ho pensato: ‘Esistono centinaia di filtri Insta che ti rendono più bello, più brutto, più gatto, più astronauta o più non so che cosa… Perché non fare un filtro di bellezza che ti fa vedere come saresti con la vitiligine?’
E così mi sono messa al lavoro per realizzare il mio filtro di bellezza che ho chiamato #Beautyligo e sarei felice se lo provassimo tutti, in omaggio alla bellezza della diversità. Un tema che, vitiligine o no, mi sta molto a cuore.

Molto sinceramente, a Vanity Fair Kasia ha raccontato di aver pienamente fatto pace con la sua immagine solo dopo molti anni di tentativi, e dopo aver frequentato anche santoni diversi per superare il suo problema.

All’inizio non l’ho presa per niente bene – ha spiegato – Mi creava tantissima insicurezza, mi truccavo le mani anche solo per portare mio figlio all’asilo.

[…] Da quello che aveva più vitiligine di me, a quello che, invece di chiedermi come stavo, mi ha messo in mano il dvd di Perfetti Sconosciuti da autografare. Quando mi hanno bruciato delle conchiglie in faccia e poi mi hanno fatto sotterrare del pelo di pecora nel giardino di casa, mi sono detta: adesso basta.

Alla fine, però, da donna intelligente quale è, ha capito che farsi la guerra sarebbe stato inutile, e ha cercato di prendere il meglio dalla sua nuova immagine.

Un santone nepalese che non mi ha guarita come tutti gli altri mi ha dato però una bella interpretazione della vitiligine, mi ha detto: sei un serpente, stai cambiando la pelle.

Altra grande battaglia di Kasia, quella contro il fotoritocco:

Ho 40 anni, ho fatto molta strada, non sono più una ragazza ed è giusto rivendicare il cambiamento. Qualche giornale rispetta la mia scelta, altri mi rispondono: allora abbiamo un problema. Mi chiedo se il problema sia mio che sono un mostro oppure loro, che non vogliono pubblicare un po’ di verità.

Scelta ribadita anche in un’intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli per Rolling Stones.

Il paradosso è che ogni volta che faccio delle foto, pretendo che ci sia la mia approvazione, e non perché ho paura di essere venuta male, ma di non somigliarmi. Oggi si usa così, troppi ritocchi e pure fatti male, modifiche che io non chiedo. Non voglio vedere la mia immagine stravolta e innaturale.

Kasia, che oltre a essere estremamente bella è anche di un’intelligenza arguta e sottile, di quella che non scaturisce invidia nelle altre donne ma solo ammirazione, ha dimostrato più volte di essere una persona profonda, poco attaccata alle cose materiali. E dopo aver affermato, convinta, “io sono bella per quella che sono, non per l’immagine che arriva agli altri“, si è dichiarata sfrontata anche di fronte all’inevitabilità del tempo. Non teme la vecchiaia, non ha paura dello scorrere delle lancette, anzi…

No, non ho paura dell’inevitabile. E poi oggi mi sento meglio di dieci anni fa, ogni ruga me la sono guadagnata e me la tengo stretta. C’è scritta una frase della Magnani su un muro della stazione centrale: ‘Lasciatemi tutte le rughe, c’ho messo una vita a farmele venire!. Ecco. Io le mie me le sono guadagnate.

Anna Magnani, rinascere a ogni abbandono e fare cinema per essere amata

Oggi moglie del produttore Domenico Procacci, sposato a sorpresa nel 2019, Kasia è anche una mamma preoccupata di dare i giusti insegnamenti a Sophie, avuta da Pietro Taricone, e Leone.

Vorrei proteggerli dalla cattiveria che incontreranno, ho paura di quello che non sapranno affrontare o che non saranno in grado di gestire – racconta – Ora si parla di molestie ed è una cosa a cui come madre penso tanto. Penso che noi mamme abbiamo la responsabilità di educare i figli maschi e le femmine a questo tema e non in un’unica seduta, ma con un lavoro di educazione costante. Forse è anche per questo che porto tanto i miei figli in viaggio con me. Per insegnare loro ad allargare gli orizzonti e perché imparino a fare le scelte giuste, tenendo conto del fatto che il mondo è molto più ampio di quello che vedono qui“.

Sicuramente, anche per loro non smetterà di lottare, per evitare che vengano fatti altri pericolosi “passi indietro”.

Kasia Smutniak, il dito medio e quelle parole in tre lingue per la sua Polonia
Fonte: web
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Articolo originale pubblicato il 24 Gennaio 2018