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Kasia Smutniak: "Non toccate le mie rughe: me le sono guadagnate"

Kasia Smutiniak e la sua battaglia contro Photoshop raccontata a Selvaggia Lucarelli su Rolling Stones. "Ogni mia ruga - dice - me la sono guadagnata".

Piena di grazia, elegante, raffinata e ovviamente bellissima. Ma non parlatele di Photoshop, perché Kasia Smutniak, ha un vero e proprio conto aperto con i programmi di modifica dell’immagine. Stravolgono te stessa, sostiene la bella attrice polacca, ma ormai totalmente adottata dall’Italia, in un’intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli per Rolling Stones.

Il paradosso – spiega Kasia riferendosi proprio a Photoshop – è che ogni volta che faccio delle foto, pretendo che ci sia la mia approvazione, e non perché ho paura di essere venuta male, ma di non somigliarmi. Oggi si usa così, troppi ritocchi e pure fatti male, modifiche che io non chiedo. Non voglio vedere la mia immagine stravolta e innaturale.

E dichiara di non credere alla perdita della bellezza, di non aver paura dell’invecchiamento, insomma. Facile, verrebbe da dire, per una che ha il suo volto e il suo corpo statuario. Ma Kasia, che oltre a essere estremamente bella è anche di un’intelligenza arguta e sottile, di quella che non scaturisce invidia nelle altre donne ma solo ammirazione, ha dimostrato, anche nel corso dell’intervista con la Lucarelli, di essere una persona profonda, poco attaccata alle cose materiali. E dopo aver affermato, convinta, “io sono bella per quella che sono, non per l’immagine che arriva agli altri“, si è dichiarata sfrontata anche di fronte all’inevitabilità del tempo. Non teme la vecchiaia, non ha paura dello scorrere delle lancette, anzi…

No, non ho paura dell’inevitabile. E poi oggi mi sento meglio di dieci anni fa, ogni ruga me la sono guadagnata e me la tengo stretta. C’è scritta una frase della Magnani su un muro della stazione centrale: ‘Lasciatemi tutte le rughe, c’ho messo una vita a farmele venire!. Ecco. Io le mie me le sono guadagnate.

Attrice versatile, l’abbiamo vista in inediti panni sexy in Loro, di Paolo Sorrentino, e nel 2018 la vedremo anche in La profezia dell’armadillo, di Emanuele Scaringi, adattamento cinematografico dell’omonimo libro a fumetti del fumettista Zerocalcare in concorso nella sezione “Orizzonti” alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Ma nella vita di tutti i giorni, invece, com’è Kasia, soprattutto come mamma dei suoi figli, Sophia (avuta da Pietro Taricone) e Leone, nato nel 2014 dall’unione con il produttore Domenico Procacci? Qual è il pensiero che ha verso di loro e verso il loro futuro?

Vorrei proteggerli dalla cattiveria che incontreranno, ho paura di quello che non sapranno affrontare o che non saranno in grado di gestire – racconta – Ora si parla di molestie ed è una cosa a cui come madre penso tanto. Penso che noi mamme abbiamo la responsabilità di educare i figli maschi e le femmine a questo tema e non in un’unica seduta, ma con un lavoro di educazione costante. Forse è anche per questo che porto tanto i miei figli in viaggio con me. Per insegnare loro ad allargare gli orizzonti e perché imparino a fare le scelte giuste, tenendo conto del fatto che il mondo è molto più ampio di quello che vedono qui“.

A proposito di Pietro, inevitabile che l’intervista dirottasse anche su di lui, sul suo ricordo mai sopito, anche a distanza di quasi otto anni da quel tragico incidente di paracadutismo il cui l’ex GF perse la vita.

Quando Selvaggia le ha chiesto se ci sia stato un momento in cui abbia sentito di più la mancanza, Kasia dice:

È impossibile isolare un momento. Pietro mi è mancato e mi manca in mille momenti della vita.

Della serie, quando altre parole sono superflue.

L’intervista completa di Selvaggia Lucarelli a Kasia Smutniak è su Rolling Stones, a questo link.

Kasia Smutniak: “Non toccate le mie rughe: me le sono guadagnate”

Kasia Smutniak: "Non toccate le mie rughe: me le sono guadagnate"
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