L'addio a Kobe Bryant e Gigi: le strazianti parole della moglie e mamma Vanessa - Roba da Donne

L'addio a Kobe Bryant e Gigi: le strazianti parole della moglie e mamma Vanessa

Il mondo piange la scomparsa di Kobe Bryant e di Gianna Maria, ma a sentire il dolore più grande è Vanessa, moglie e mamma, che dovrà andare avanti senza suo marito e senza la sua bambina, solo per le sue figlie.

C’erano le donne, tante donne, a esibirsi allo Staples Center, il tempio del basket che per vent’anni ha visto le imprese di Kobe Bryant, nel giorno del memoriale per il grande campione scomparso e per la figlia Gianna, morta con lui e con altre sette persone nel tragico schianto del 26 gennaio scorso.

Sì, c’erano i campioni dello sport, a salutare il Black Mamba, i suoi ex colleghi e amici, Shaquille O’Neill, Michael Jordan, e poi Michael Phelps, asso del nuoto, ma anche Jlo e Alex Rodriguez, Beyoncé e Jay Z. Christina Aguilera che ha fatto venire i brividi con la sua interpretazione dell’Ave Maria di Schubert e Alicia Keys al suo piano.

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Rest in perfect peace, Kobe and Gianna Bryant. 💜💛 God be with you, @vanessabryant and your beautiful girls.

Un post condiviso da Christina Aguilera (@xtina) in data:

C’era soprattutto lei, Vanessa, presentata da un Jimmy Kimmel in lacrime, che davanti al microfono non riesce a trattenere il dolore:

Dio sapeva che non potevano restare su questa terra l’uno senza l’altro, doveva portarli a casa entrambi per averli insieme – le parole della moglie di Kobe – Bubu [il nomignolo con cui chiamava Kobe, ndr.], prenditi cura di Gigi. Io lo farò con Natalia, Bianca e Capri. Siamo ancora la squadra migliore. Ci mancate tantissimo, Bubu e Gigi. Riposate in pace, divertitevi in Paradiso. Ci rivedremo un giorno. Vi amiamo e ci mancherete per sempre.

Vanessa – che, a quanto pare, ha fatto causa alla compagnia costruttrice dell’elicottero schiantatosi a Calabasas poco dopo il decollo – si era giustamente ritirata in un legittimo silenzio nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, tornando poi a parlare tramite social a distanza di qualche settimana.

Lo ha fatto, ad esempio, con un video che immortala “Gigi” mentre gioca a basket (sua grande passione) sotto lo sguardo fiero di papà.

Sono riluttante nel tramutare i miei sentimenti in parole. Il mio cervello si rifiuta di accettare che sia Kobe che Gigi se ne siano andati. Non posso elaborare il lutto di entrambi contemporaneamente. È come se stessi cercando di eliminare Kobe, ma il mio corpo rifiuta di accettare che anche la mia Gigi non tornerà più da me. È sbagliato. Perché dovrei essere in grado di svegliarmi un altro giorno in cui la mia bambina non è in grado di avere questa opportunità ?! Sto impazzendo. Aveva così tanta vita da vivere.

Poi mi rendo conto che devo essere forte ed essere qui per le mie 3 figlie. Non sono con Kobe e Gigi ma per fortuna sono qui con Natalia, Bianka e Capri. So quello che sento, fa parte del processo di lutto. Volevo solo condividere queste parole nel caso ci fosse qualcuno là fuori che ha subito una perdita come questa. Dio, vorrei che fossero qui e questo incubo finisse. Pregando per tutte le vittime di questa orribile tragedia. Per favore, continuate a pregare per tutti”.

E prima ancora con un post di cordoglio.

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My girls and I want to thank the millions of people who’ve shown support and love during this horrific time. Thank you for all the prayers. We definitely need them. We are completely devastated by the sudden loss of my adoring husband, Kobe — the amazing father of our children; and my beautiful, sweet Gianna — a loving, thoughtful, and wonderful daughter, and amazing sister to Natalia, Bianka, and Capri. We are also devastated for the families who lost their loved ones on Sunday, and we share in their grief intimately. There aren’t enough words to describe our pain right now. I take comfort in knowing that Kobe and Gigi both knew that they were so deeply loved. We were so incredibly blessed to have them in our lives. I wish they were here with us forever. They were our beautiful blessings taken from us too soon. I’m not sure what our lives hold beyond today, and it’s impossible to imagine life without them. But we wake up each day, trying to keep pushing because Kobe, and our baby girl, Gigi, are shining on us to light the way. Our love for them is endless — and that’s to say, immeasurable. I just wish I could hug them, kiss them and bless them. Have them here with us, forever. Thank you for sharing your joy, your grief and your support with us. We ask that you grant us the respect and privacy we will need to navigate this new reality. To honor our Team Mamba family, the Mamba Sports Foundation has set up the MambaOnThree Fund to help support the other families affected by this tragedy. To donate, please go to MambaOnThree.org. To further Kobe and Gianna’s legacy in youth sports, please visit MambaSportsFoundation.org. Thank you so much for lifting us up in your prayers, and for loving Kobe, Gigi, Natalia, Bianka, Capri and me. #Mamba #Mambacita #GirlsDad #DaddysGirls #Family ❤️

Un post condiviso da Vanessa Bryant 🦋 (@vanessabryant) in data:

Io e le mie ragazze vogliamo ringraziare i milioni di persone che hanno mostrato sostegno e amore durante questo periodo orribile – scrive la donna postando un bellissimo scatto della sua famiglia al completo – Grazie per tutte le preghiere. Ne abbiamo sicuramente bisogno. Siamo completamente devastate dall’improvvisa perdita del mio adorato marito, Kobe, il meraviglioso padre delle nostre figlie; e della mia bella, dolce Gianna – una figlia amorevole, premurosa e meravigliosa, e una sorella straordinaria di Natalia, Bianka e Capri.
Siamo anche devastate per le famiglie che hanno perso i loro cari domenica e condividiamo intimamente il loro dolore.

Non ci sono abbastanza parole per descrivere il nostro dolore in questo momento. Trovo conforto nel sapere che Kobe e Gigi sapevano entrambi di essere così profondamente amati. Siamo state incredibilmente fortunate ad averli nella nostra vita. Vorrei che fossero qui con noi per sempre. Erano le nostre meravigliose benedizioni che ci sono state prese troppo presto.
Non sono sicura di cosa la nostra vita ci riservi da oggi, ed è impossibile immaginare la vita senza di loro. Ma ci svegliamo ogni giorno, cercando di continuare ad andare avanti perché Kobe e la nostra bambina, Gigi, stanno brillando per illuminarci la strada. Il nostro amore per loro è infinito, incommensurabile.

Vorrei solo poterli abbracciare, baciarli e benedirli. Saranno qui con noi, per sempre.
Grazie per aver condiviso la vostra gioia, il vostro dolore e il vostro supporto con noi. Vi chiediamo di garantirci il rispetto e la privacy di cui avremo bisogno per navigare in questa nuova realtà.
Per onorare la nostra famiglia Team Mamba, la Mamba Sports Foundation ha istituito il MambaOnThree Fund per aiutare le altre famiglie colpite da questa tragedia. Per effettuare una donazione, andate su MambaOnThree.org.
Per scoprire l’eredità di Kobe e Gianna negli sport giovanili, visitate MambaSportsFoundation.org.

Grazie mille per averci sollevato con le vostre preghiere e per aver amato Kobe, Gigi, Natalia, Bianka, Capri e me.

Il tragico schianto con l’elicottero del 26 gennaio ha ucciso la stella della NBA, la sua secondogenita Gianna e altre sette persone – fra cui altre due teenagers. Gianna Maria, la figlia tredicenne del campione, era con lui su quel maledetto volo per essere portata alla Mamba Academy, la scuola di basket che Bryant aveva fondato nel 2016, subito dopo il ritiro dal professionismo.

Gianna, dicono le voci, era l’unica tra le figlie di Kobe ad aver preso dal padre la passione per il basket, e nell’accademia di papà la ragazzina, la sua secondogenita, si allenava mostrando un grande talento.

La notizia della morte di Kobe ha sconvolto il mondo dello sport in ogni angolo del pianeta: c’è chi, come Kyrie Irving, playmaker dei Brooklyn Nets, troppo scosso dalla notiza il giorno stesso si è rifiutato di giocare il derby con New York, tornando a casa, e chi, come LeBron James, il grandissimo avversario-amico, oggi ala dei suoi Lakers, si è lasciato andare a un pianto disperato appena atterrato all’aeroporto di Los Angeles, di rientro da Philadelphia, dove proprio nella gara disputata sabato 25 gennaio aveva sorpassato Kobe nella classifica all-time di punti segnati in NBA, guadagnando il terzo posto. In quell’occasione, Bryant aveva fatto i complimenti via social a LeBron, sia Twitter che su Instagram, postando un bellissimo scatto insieme.

Via verso il secondo posto – scriveva Kobe Bryant congratulandosi con l’amico – Continua a crescere partita dopo partita per raggiungere il prossimo obiettivo.

Anche chi non mastica pane e canestro, però, ha pianto la scomparsa di Kobe; perché, prima di essere un asso dello sport, il Black Mamba – questo era uno dei suoi soprannomi – era soprattutto un uomo appassionato, che con la sua Mamba Mentality (diventata anche un libro nel 2018) aveva ispirato generazioni di giovani atleti.

Questo libro è dedicato alla prossima generazione di grandi atleti. Che possiate trovare, nel percorso compiuto da altri, la forza necessaria per tracciare la vostra rotta. E che la vostra sia migliore della mia.

Diceva. Lui, che era “nato” sportivamente in Italia, al seguito del padre Joe, al nostro Paese era rimasto sempre molto legato: parlava perfettamente italiano, tanto che, quando è stato premiato con l’Oscar per il miglior cortometraggio con la sua “Letter to basket” (la lettera che aveva dedicato al suo sport annunciando il suo ritiro), nel ringraziare moglie e figlie aveva detto, in un italiano impeccabile “Voi siete la mia ispirazione”.

In realtà a essere di ispirazione, per oltre vent’anni, è stato lui: nei suoi imperdibili battibecchi con un’altra leggenda del basket, Michael Jordan, verso cui nutriva un rispetto incommensurabile, per quel talento cristallino che in carriera gli ha fatto segnare la bellezza di 33.643 punti, per l’uomo altruista e umile che era rimasto.

Ma con lui se ne sono andati anche i sogni di Gianna, che sperava di tenere alto quel cognome scritto sulle spalle e diventare, magari, la versione femminile del papà, e, ovviamente, anche le altre vittime di questa strage, Sarah e Payton Chester, mamma e figlia di Orange County, Christana Mauser, allenatrice alla Harbor Day School a Corona del Mar, Ara Zobayan, il pilota, John Altobelli, allenatore di baseball dell’Orange Coast College, che viaggiava con sua moglie Keri e sua figlia Alyssa, tredicenne come Gianna.

Vanessa dovrà andare avanti, per le sue bambine e per onorare la memoria e il ricordo di Kobe e della sua piccola, magari facendo sua la frase che era diventata uno dei mantra del campione:

Non importa quanto segni. Quello che conta è uscire dal campo felice.

Sfogliate la gallery per rivedere alcune delle immagini con cui abbiamo voluto onorare il ricordo di Kobe Bryant.

L'addio a Kobe Bryant e Gigi: le strazianti parole della moglie e mamma Vanessa

Fonte: instagram @kobebryant

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Articolo originale pubblicato il 27 Gennaio 2020

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