'Non posso accettare sia la morte di Kobe che di Gigi': il dolore di Vanessa Bryant - Roba da Donne

"Non posso accettare sia la morte di Kobe che di Gigi": il dolore di Vanessa Bryant

Il mondo piange la scomparsa di Kobe Bryant e di Gianna Maria, ma a sentire il dolore più grande è Vanessa, moglie e mamma, che dovrà andare avanti senza suo marito e senza la sua bambina, solo per le sue figlie.

A poche settimane dalla tragedia che ha scosso il mondo intero, in cui il campione Kobe Bryant ha perso la vita insieme alla figlia Gianna Maria e altre sette persone, la moglie Vanessa torna a sfogare il proprio dolore con un commovente post instagram.

Ad accompagnare il video che immortala “Gigi” mentre gioca a basket (sua grande passione) sotto lo sguardo fiero di papà, Vanessa scrive uno sfogo che non si può non condividere.

Sono riluttante nel tramutare i miei sentimenti in parole. Il mio cervello si rifiuta di accettare che sia Kobe che Gigi se ne siano andati. Non posso elaborare il lutto di entrambi contemporaneamente. È come se stessi cercando di eliminare Kobe, ma il mio corpo rifiuta di accettare che anche la mia Gigi non tornerà più da me. È sbagliato. Perché dovrei essere in grado di svegliarmi un altro giorno in cui la mia bambina non è in grado di avere questa opportunità ?! Sto impazzendo. Aveva così tanta vita da vivere.

Poi mi rendo conto che devo essere forte ed essere qui per le mie 3 figlie. Non sono con Kobe e Gigi ma per fortuna sono qui con Natalia, Bianka e Capri. So quello che sento, fa parte del processo di lutto. Volevo solo condividere queste parole nel caso ci fosse qualcuno là fuori che ha subito una perdita come questa. Dio, vorrei che fossero qui e questo incubo finisse. Pregando per tutte le vittime di questa orribile tragedia. Per favore, continuate a pregare per tutti”.

Dopo giorni di comprensibile silenzio a seguito della tragedia, Vanessa Bryant aveva manifestato il proprio cordoglio per la prima volta sempre sui social, scrivendo un post di ringraziamento a quanti avevano espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Kobe e della piccola Gianna Maria.

Visualizza questo post su Instagram

My girls and I want to thank the millions of people who’ve shown support and love during this horrific time. Thank you for all the prayers. We definitely need them. We are completely devastated by the sudden loss of my adoring husband, Kobe — the amazing father of our children; and my beautiful, sweet Gianna — a loving, thoughtful, and wonderful daughter, and amazing sister to Natalia, Bianka, and Capri. We are also devastated for the families who lost their loved ones on Sunday, and we share in their grief intimately. There aren’t enough words to describe our pain right now. I take comfort in knowing that Kobe and Gigi both knew that they were so deeply loved. We were so incredibly blessed to have them in our lives. I wish they were here with us forever. They were our beautiful blessings taken from us too soon. I’m not sure what our lives hold beyond today, and it’s impossible to imagine life without them. But we wake up each day, trying to keep pushing because Kobe, and our baby girl, Gigi, are shining on us to light the way. Our love for them is endless — and that’s to say, immeasurable. I just wish I could hug them, kiss them and bless them. Have them here with us, forever. Thank you for sharing your joy, your grief and your support with us. We ask that you grant us the respect and privacy we will need to navigate this new reality. To honor our Team Mamba family, the Mamba Sports Foundation has set up the MambaOnThree Fund to help support the other families affected by this tragedy. To donate, please go to MambaOnThree.org. To further Kobe and Gianna’s legacy in youth sports, please visit MambaSportsFoundation.org. Thank you so much for lifting us up in your prayers, and for loving Kobe, Gigi, Natalia, Bianka, Capri and me. #Mamba #Mambacita #GirlsDad #DaddysGirls #Family ❤️

Un post condiviso da Vanessa Bryant 🦋 (@vanessabryant) in data:

Io e le mie ragazze vogliamo ringraziare i milioni di persone che hanno mostrato sostegno e amore durante questo periodo orribile – scrive la donna postando un bellissimo scatto della sua famiglia al completo – Grazie per tutte le preghiere. Ne abbiamo sicuramente bisogno. Siamo completamente devastate dall’improvvisa perdita del mio adorato marito, Kobe, il meraviglioso padre delle nostre figlie; e della mia bella, dolce Gianna – una figlia amorevole, premurosa e meravigliosa, e una sorella straordinaria di Natalia, Bianka e Capri.
Siamo anche devastate per le famiglie che hanno perso i loro cari domenica e condividiamo intimamente il loro dolore.

Non ci sono abbastanza parole per descrivere il nostro dolore in questo momento. Trovo conforto nel sapere che Kobe e Gigi sapevano entrambi di essere così profondamente amati. Siamo state incredibilmente fortunate ad averli nella nostra vita. Vorrei che fossero qui con noi per sempre. Erano le nostre meravigliose benedizioni che ci sono state prese troppo presto.
Non sono sicura di cosa la nostra vita ci riservi da oggi, ed è impossibile immaginare la vita senza di loro. Ma ci svegliamo ogni giorno, cercando di continuare ad andare avanti perché Kobe e la nostra bambina, Gigi, stanno brillando per illuminarci la strada. Il nostro amore per loro è infinito, incommensurabile.

Vorrei solo poterli abbracciare, baciarli e benedirli. Saranno qui con noi, per sempre.
Grazie per aver condiviso la vostra gioia, il vostro dolore e il vostro supporto con noi. Vi chiediamo di garantirci il rispetto e la privacy di cui avremo bisogno per navigare in questa nuova realtà.
Per onorare la nostra famiglia Team Mamba, la Mamba Sports Foundation ha istituito il MambaOnThree Fund per aiutare le altre famiglie colpite da questa tragedia. Per effettuare una donazione, andate su MambaOnThree.org.
Per scoprire l’eredità di Kobe e Gianna negli sport giovanili, visitate MambaSportsFoundation.org.

Grazie mille per averci sollevato con le vostre preghiere e per aver amato Kobe, Gigi, Natalia, Bianka, Capri e me.

Il tragico schianto con l’elicottero del 26 gennaio ha ucciso la stella della NBA, la sua secondogenita Gianna e altre sette persone – fra cui altre due teenagers. Quando la notizia della morte di Kobe ha cominciato a circolare, erano circa le 20 in Italia:

Kobe Bryant è morto, ucciso nello schianto del suo elicottero privato.

Dopo il tam tam mediatico, via social, fra la speranza che si trattasse di una bufala e il dolore dei tanti appassionati di basket che avevano seguito le imprese del Black Mamba – questo era uno dei soprannomi di Kobe -, alle 23:45 italiane lo sceriffo della contea di Los Angeles, dove è avvenuto lo schianto – precisamente a Calabasas – ha fornito un quadro definitivo o quasi dell’accaduto:

Poco prima delle 10 del mattino [ora locale, ndr.] abbiamo ricevuto la notizia di un incidente aereo nella contea di Los Angeles. A bordo il pilota più altri 8 passeggeri, nessun superstite. Difficile spegnere le fiamme per il magnesio nei detriti del velivolo.

Tra le nove persone morte, come detto, anche Gianna Maria, la figlia tredicenne del campione, che era con lui su quel maledetto volo per essere portata alla Mamba Academy, la scuola di basket che Bryant aveva fondato nel 2016, subito dopo il ritiro dal professionismo.

Gianna, dicono le voci, era l’unica tra le figlie di Kobe ad aver preso dal padre la passione per il basket, e nell’accademia di papà la ragazzina, la sua secondogenita, si allenava mostrando un grande talento.

Inutile dire che la notizia della sua morte ha sconvolto il mondo dello sport in ogni angolo del pianeta, con moltissimi atleti che hanno voluto scrivere un messaggio di cordoglio per esprimere il proprio dolore. C’è chi, come Kyrie Irving, playmaker dei Brooklyn Nets, troppo scosso dalla notiza si è rifiutato di giocare il derby con New York, tornando a casa, e chi, come LeBron James, il grandissimo avversario-amico, oggi ala dei suoi Lakers, si è lasciato andare a un pianto disperato appena atterrato all’aeroporto di Los Angeles.

James tornava da Philadelphia, dove proprio nella gara disputata sabato 25 gennaio aveva sorpassato Kobe nella classifica all-time di punti segnati in NBA, guadagnando il terzo posto. In quell’occasione, Bryant aveva fatto i complimenti via social a LeBron, sia Twitter che su Instagram, postando un bellissimo scatto insieme.

Via verso il secondo posto – scriveva Kobe Bryant congratulandosi con l’amico – Continua a crescere partita dopo partita per raggiungere il prossimo obiettivo.

Anche chi non mastica pane e canestro, però, ha pianto la scomparsa di Kobe; perché, prima di essere un asso dello sport, il Black Mamba – questo era uno dei suoi soprannomi – era soprattutto un uomo appassionato, che con la sua Mamba Mentality (diventata anche un libro nel 2018) aveva ispirato generazioni di giovani atleti.

Questo libro è dedicato alla prossima generazione di grandi atleti. Che possiate trovare, nel percorso compiuto da altri, la forza necessaria per tracciare la vostra rotta. E che la vostra sia migliore della mia.

Diceva. Lui, che era “nato” sportivamente in Italia, al seguito del padre Joe, al nostro Paese era rimasto sempre molto legato: parlava perfettamente italiano, tanto che, quando è stato premiato con l’Oscar per il miglior cortometraggio con la sua “Letter to basket” (la lettera che aveva dedicato al suo sport annunciando il suo ritiro), nel ringraziare moglie e figlie aveva detto, in un italiano impeccabile “Voi siete la mia ispirazione”.

In realtà a essere di ispirazione, per oltre vent’anni, è stato lui: nei suoi imperdibili battibecchi con un’altra leggenda del basket, Michael Jordan, verso cui nutriva un rispetto incommensurabile, per quel talento cristallino che in carriera gli ha fatto segnare la bellezza di 33.643 punti, per l’uomo altruista e umile che era rimasto.

Ma con lui se ne sono andati anche i sogni di Gianna, che sperava di tenere alto quel cognome scritto sulle spalle e diventare, magari, la versione femminile del papà, e, ovviamente, anche le altre vittime di questa strage, Sarah e Payton Chester, mamma e figlia di Orange County, Christana Mauser, allenatrice alla Harbor Day School a Corona del Mar, Ara Zobayan, il pilota, John Altobelli, allenatore di baseball dell’Orange Coast College, che viaggiava con sua moglie Keri e sua figlia Alyssa, tredicenne come Gianna.

Vanessa dovrà andare avanti, per le sue bambine e per onorare la memoria e il ricordo di Kobe e della sua piccola, magari facendo sua la frase che era diventata uno dei mantra del campione:

Non importa quanto segni. Quello che conta è uscire dal campo felice.

Sfogliate la gallery per rivedere alcune delle immagini con cui abbiamo voluto onorare il ricordo di Kobe Bryant.

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Articolo originale pubblicato il 27 Gennaio 2020

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