
Le persone gentili sono più intelligenti e hanno più successo per 8 motivi

La gentilezza è per molti una virtù sociale imprescindibile. Ma a quanto pare c’è di più: secondo la scienza, c’è un legame tra gentilezza e intelligenza. A dirlo è uno studio realizzato da Richard Davidson, ricercatore in Neuroscienze affettive al Center for Healthy Minds dell’Università del Wisconsin-Madison. La ricerca si fonda sulle basi neurali delle emozioni e sui metodi per promuovere la crescita umana, come la meditazione e le pratiche contemplativa. Davidson sostiene che
La base di un cervello sano è la bontà e puoi allenarla.
L’esperta H.V. MacArthur ha realizzato su Forbes una lista su come implementare la propria gentilezza e come essa possa essere la chiave del successo. Il primo di questi consigli è: la gratitudine è prioritaria. Quando si chiede aiuto o un parere è fondamentale esprimere gratitudine, coinvolgendo gli altri un quello che può essere un proprio traguardo ma che forse senza gli altri sarebbe stato irrealizzabile. Inoltre accresce la fiducia e la motivazione dei propri colleghi.
È bene inoltre affrontare i problemi in anticipo e apertamente: in questo modo si arriva al punto e si va avanti, senza alimentare dinamiche passive-aggressive. Va molto bene anche diffondere notizie positive (e vere) sui propri colleghi: una sorta di pettegolezzo al contrario in cui spiegate perché sono così bravi o efficienti. Vietato perdersi nei dettagli invece: far notare un errore può essere vantaggioso per gli altri, ma non bisogna neppure essere pignoli. È anche fondamentale mostrare un messaggio positivo, magari attraverso un sorriso, in modo da trasmettere gentilezza, positività e relax.
BrightSide e LifeHack hanno portato la questione elaborata da Davidson su un piano empirico, stilando una lista che dimostra come le persone gentili siano meglio dotati di intelligenza emotiva, sfogliamo insieme la gallery per scoprire quali sono.
Le persone più gentili dimostrano maggiore empatia, comprendono meglio le emozioni degli altri e si connettono meglio con il resto del mondo. È anche questa un’importante forma di intelligenza, che prende appunto il nome di intelligenza emotiva.
Chi ha un’intelligenza emotiva sa prevedere i comportamenti delle altre persone, perché ha usato prima la gentilezza per ascoltarle, comprenderle e collaborare con loro.
Coloro che donano agli altri senza aspettarsi nulla in cambio sono le persone che ricevono di più, mentre gli egoisti restano al palo, perché spesso non sanno condividere obiettivi, conoscenze e risultati con gli altri.
Le persone gentili sono solitamente precedute da una buona reputazione, che sono riuscite a costruire grazie ai loro modi: per questo spesso si ha nei loro confronti una sorta di pregiudizio positivo.
A tutto c’è un limite e chi è gentile e possiede intelligenza emotiva sa qual è il limite tra essere generosi e altruisti e farsi calpestare dal prossimo.
Una delle cose migliori che si possano fare per gli altri è spiegare loro (con gentilezza, ovviamente) dove stanno sbagliando. Chi possiede gentilezza emotiva è in grado di mostrare agli altri come correggere gli errori ma anche a se stesso: è un grande dono l’autocritica.
Chi ha intelligenza emotiva vede il fallimento come un trampolino di lancio e non come un ostacolo: perché di solito a questo tipo di intelligenza è accompagnata una buona dose di perseveranza.
Le persone gentili sono dei leader nati e quindi sono in grado di avere molti seguaci e influenzarli.
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