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Galleria: Manushi, la bambina prematura più piccola del mondo torna a casa

Manushi, la bambina prematura più piccola del mondo torna a casa

Manushi, la bambina prematura più piccola del mondo torna a casa
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Alla nascita pesava solo 400 g e i medici non sapevano se sarebbe sopravvissuta ma oggi, a sei mesi di distanza e contro ogni avversità, Manushi ce l’ha fatta e può finalmente tornare a casa con i suoi genitori. Una buona notizia che ci ricorda la potenza della medicina moderna e che ci fa tirare finalmente un sospiro di sollievo sulle condizioni della piccola: Manushi è nata nel giugno 2017 a Rajasthan, in India, a sole 28 settimane (12 prima del termine previsto). A raccontare la sua travagliata storia è stato il quotidiano inglese The Sun attraverso un lungo articolo in cui ha spiegato come la bimba sia uno dei casi di neonata più piccola sopravvissuta al mondo.

Felici di essere vivi. Il sorriso della neonata prematura e dei suoi amici

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Sì, perché al momento della nascita prematura – avvenuta tramite parto cesareo d’urgenza dopo un’ecografia che mostrava che non c’era afflusso di sangue al feto – la bambina aveva una pelle sottilissima, dei piedi minuscoli (come mostrano alcune immagini presenti nella gallery) e, soprattutto, degli organi sottosviluppati.

Ha combattuto contro tutte le avversità, ma ce l’ha fatta.

Ha commentato la madre di Manushi, Seeta, come riportato sempre dal giornale britannico. Traversie durate poco più di sei mesi: dopo il parto, infatti, la bambina è stata prontamente incubata, attaccata a una ventilazione meccanica e successivamente trasferita all’ospedale pediatrico Nicu di Jivanta. Le probabilità di sopravvivenza, però, erano davvero scarse.

Quando è nata, non sapevamo che cosa sarebbe successo. Nei primi giorni dopo la sua nascita, Manushi ha perso peso, limitando ulteriormente le sue possibilità di sopravvivenza. Abbiamo dovuto iniziare con una nutrizione parenterale totale, che sostanzialmente significa somministrare tutti i nutrienti essenziali, come amminoacidi, lipidi, carboidrati, minerali, multivitamine e oligoelementi, direttamente nella circolazione sanguigna.

La più grande sfida era quella di prevenire le infezioni, e ce l’abbiamo fatta.

Contro quello 0,5% di possibilità di non riportare danni celebrali Manushi ha lottato con tutta se stessa e a 7 settimane dalla nascita le sue condizioni si sono finalmente stabilizzate da sospendere la nutrizione per via venosa e permetterle di cominciare a bere latte. Oggi è pronta, finalmente, a godersi l’amore e la bellezza della vita insieme alla famiglia.