Quanti devono ancora morire prima che questa guerra finisca?

Se lo chiedeva Marielle Franco, politica e attivista brasiliana, all’indomani della morte di Matheus Melo, assistente di un sacerdote assassinato, secondo lei, dai reparti della polizia militare della favela di Acari. A quella domanda, purtroppo, Marielle trovò una risposta nella notte tra il 14 e il 15 marzo 2018, quando fu freddata assieme al suo autista con quattro colpi di pistola.

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Lei, che dall’entrata in politica, nel 2006, si era battuta al fianco delle fasce di popolazione più discriminate, delle donne, degli abitanti delle favelas, della comunità LGBTQ+, è stata uccisa a sangue freddo mentre si trovava in auto, con la sua addetto stampa e l’autista, come detto, ma senza la compagna storica, Mônica Tereza Benício.

Proprio lei, con cui Marielle stava da 13 anni e con cui programmava di sposarsi nel 2019, dopo la morte della consigliera del comune di Rio de Janeiro, ha scritto una bellissima lettera per la sua compagna, pubblicata in esclusiva su Vanity Fair, di cui riportiamo uno stralcio.

Ti amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima (Pablo Neruda).

È così che è iniziata la mia storia con Marielle, in segreto, anche per noi – scriveva nel 2018, pochi giorni dopo la morte della compagna – Al punto da non riuscire a identificare cosa fosse quel sentimento senza nome che ci guidava. Per anni non abbiamo potuto vivere la nostra vita in libertà. Temevamo i pregiudizi sociali, temevamo la reazione dei nostri amici e delle nostre famiglie, temevamo soprattutto la nostra paura.

[…] Combattevamo per le stesse cause, avevamo gli stessi sogni e le stesse speranze di un mondo migliore.

Oggi Mônica porta avanti la lotta della sua compagna: ha preso il posto di lei come consigliera al municipio di Rio, candidandosi con Psol (Partito Socialismo e Libertà), e venendo eletta con 22.919. Per ringraziare i suoi elettori ha pubblicato un tweet.

Siamo state elette! La Camera municipale avrà una consigliera apertamente lesbica! Sono immensamente grata alle oltre 22 mila persone che hanno votato per un futuro mandato femminista e antifascista al Consiglio comunale di Rio! Trasformiamo insieme questa città!

In un’intervista rilasciata a Rolling Stones ha detto:

Marielle è diventata un’immagine di resistenza, di speranza, di lotta per la giustizia in un modo bellissimo. Questo è un movimento collettivo.  Lo abbiamo realizzato ascoltando la nostra indignazione, il nostro dolore, a causa dell’assurdità di quello che è successo. E abbiamo detto ‘No!Questo è troppo’. Non accettiamo più questa politica. Non accettiamo questa società che si comporta in modo barbaro. In Brasile ci sono gruppi capaci di fare politica uccidendo. L’immagine di Marielle in questa desolazione è vedere che non solo la sua vita  ma anche la sua morte non è stata spesa invano.
A chi crede in Marielle vorrei dire di non rinunciare ai propri sogni, non rinunciare a credere che una società differente è possibile, perché la vita è troppo breve per essere interrotta. Combattiamo come Marielle ha lottato qui in Brasile, per raggiungere la resilienza e costruire una società più giusta, equa, in cui tutti sono liberi.

Il nome di Marielle continua a vivere, e così anche le sue battaglie, nella persona che l’ha amata di più al mondo.

Sfogliate la gallery per conoscere altro su Mônica Tereza Benício.

Mônica Benício, la vedova di Marielle Franco riprende la lotta della sua compagna
Fonte: instagram @monicaterezabenicio
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