Svanite le speranze per Naya Rivera, attrice conosciutissima dal pubblico per il ruolo di Santana Lopez in Glee, il cui cadavere è stato rinvenuto dalla polizia di Ventura nel lago Piru in cui era scomparsa l’8 luglio. Fin dal principio, in realtà, c’erano poche illusioni che la star potesse essere ritrovata viva, anche a causa del fondale melmoso e pieno di rami del lago che hanno rallentato le operazioni di ricerca, e hanno fatto temere un annegamento.

Al momento della scomparsa Rivera si trovava su un’imbarcazione noleggiata con il figlioletto, per una gita sul lago Piru, che si trova nella Foresta Los Padres National a circa 80 km da LA; un video diffuso dalla polizia la immortala mentre con Josey, il suo bambino, ritrovato poi solo sulla barca, scende dall’auto per dirigersi verso il lago.

Dalle prime ricostruzioni, seppur molto frammentarie, Naya potrebbe essere morta proprio per salvare il figlioletto, dopo essersi tuffati in acqua e aver incontrato difficoltà a risalire sulla barca. Lo ha rivelato proprio lo sceriffo della contea di Ventura, Bill Ayub, durante la conferenza stampa tenuta dalla polizia nella giornata di lunedì, a poche ore di distanza dal ritrovamento del corpo.

Lui e Naya hanno nuotato insieme nel lago – ha dichiarato – Il bambino ha raccontato che Naya lo ha aiutato a risalire sulla barca. Ha detto agli investigatori di essersi voltato e di averla vista sparire sotto la superficie dell’acqua. Riteniamo abbia dato fondo a tutte le sue forze per spingere il figlio sulla barca, ma non ha avuto forza per salvare se stessa.

Sarebbe stata proprio una foto di Josey inviata ai familiari durante la gita tramutatasi in tragedia a indirizzare i ricercatori nel punto giusto del lago, un’insenatura subito identificata, dal fondale ricco di vegetazione, dove il cadavere galleggiava in superficie.

Per un’assurda coincidenza il corpo di Naya Rivera è stato recuperato e riconosciuto il 13 luglio, proprio a sette anni esatti dalla morte di Cory Monteith, altra stella di Glee che ha dato il via a quella specie di “maledizione” che aleggia sullo show musicale, andato in onda dal 2009 al 2015, funestato da lutti e scandali di vario genere.

Perché Glee è considerata una “serie maledetta”

Tutto è cominciato nel 2013, dicevamo, con la morte di Cory Monteith, il Finn Hudson della serie, trovato senza vita in una stanza d’hotel di Vancouver a causa di un mix di eroina e alcolici.

L’attore era fidanzato con la collega di set Lea Michele, che in Glee interpretava Rachel Berry.

A distanza di appena tre anni un’altra morte ha sconvolto i fan del teen drama: Mark Salling (Noah Puckerman nella serie), già accusato dalla ex fidanzata di violenza sessuale, viene invischiato in una brutta storia di pedopornografia per alcuni materiali scabrosi trovati sul suo PC. Il processo a suo carico dura un anno, ma l’attore si suicida poco prima della sentenza che avrebbe dovuto essere emessa dal tribunale su di lui, per cui presumibilmente sarebbe stato condannato a 4 o 7 anni e a 20 anni di domiciliari in luogo dei 20 anni di galera, grazie all’accordo trovato dopo l’ammissione, da parte sua, di possedere circa 25 mila immagini di bambini immortalati durante atti sessuali.

Trovato morto Mark Salling, star di Glee: forse suicidio

Ci sono anche alcune morti “indirette” legate a Glee: nel 2014, ad esempio, è morto per una probabile overdose Matt Bendik, fidanzato di Becca Tobin, che aveva il ruolo di Kitty Wilde. Ma non solo: menzioniamo le accuse di Melissa Benoist (Marley Rose) per ripetute percosse nei confronti di un ex che, pur non menzionato esplicitamente, in molti hanno individuato in Blake Jenner (Ryder Lynn), suo collega nella serie, anche se in questo caso si tratta di pure indiscrezioni mai confermate.

Infine, a distanza di anni sono emersi anche i veleni e le faide intestine all’interno del cast, con le accuse mosse principalmente alla Michele per le sue presunte smanie di protagonismo e gli atteggiamenti vessatori avuti nei confronti di altri membri del gruppo. Ad accusarla sono stati, in ordine, Samantha Ware (Jane Hayward), seguita poi da Alex Newell (Unique Adams), Amber Riley (Mercedes Jones), Melissa Benoist ed Heather Morris (Brittany Pierce).

Di fronte a tante accuse Lea Michele non ha potuto fare altro che prendere consapevolezza degli errori commessi in passato e chiedere scusa agli ex colleghi.

Adesso la morte di Naya Rivera, avvenuta in modo drammatico e su cui, ovviamente, gli inquirenti stanno tuttora lavorando.

Naya Rivera, ritrovato il corpo della star di Glee
Fonte: web
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Articolo originale pubblicato il 9 Luglio 2020