Rula Jebreal: 'Mia mamma si è tolta la vita dopo un'infanzia di violenze' - Roba da Donne

Rula Jebreal: "Mia mamma si è tolta la vita dopo un'infanzia di violenze"

Finita suo malgrado al centro di un caos mediatico, Rula Jebreal a Sanremo ci sarà, e parlerà di violenza sulle donne, ricordando sua madre, morta suicida per gli abusi subiti.

È stata il primo “caso” Sanremo, quando ancora le polemiche sul sessismo e la partecipazione di alcuni cantanti erano lontani. Rula Jebreal, giornalista palestinese naturalizzata italiana, è arrivata nella città ligure dove terrà il suo monologo nella prima serata del Festival, ma la sua partecipazione allo spettacolo sanremese è stato il vero pomo della discordia su cui tutti, media, politici e opinione pubblica hanno voluto dire la propria nell’ultimo mese e mezzo.

Prima sì, poi no, poi ancora sì: i vertici Rai hanno tenuto in bilico la Jebral per diversi giorni, data la sua presenza “non gradita” ad alcuni, come Daniele Capezzone, l’ex radicale che dalle pagine del giornale per cui ora lavora, La Verità aveva scritto

Mi par di capire che con i soldi del canone Rai Rula Jebreal potrebbe essere incaricata a Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: razzismo, sessismo, machismo. Pure nel 2020 ci avete già rotto i c*****.

O a Il Giornale, che era uscito con il titolo “Una prezzemolina cosmopolitica del pensiero unico“. In realtà Rula a Sanremo, come detto, alla fine ci sarà, e ha assicurato che il suo discorso non avrà nessuna connotazione politica. Non sarà né di destra né di sinistra, ha dichiarato in un’intervista per il settimanale Vanity Fair che uscirà il 5 febbraio.

Sarà un monologo sulla violenza nei confronti delle donne, quella stessa che Rula ha vissuto e visto con i propri occhi, sia come reporter nelle principali zone di conflitto che, soprattutto, come bambina che ha perso la madre, suicida per gli abusi subiti.

Mia mamma si è tolta la vita dopo un’infanzia di violenze tra i 13 e i 18 anni, nessuno le aveva creduto per salvare ‘l’onore della famiglia’.

Zakia, infatti, sua madre, si è uccisa quando Rula aveva appena 5 anni, dandosi fuoco.

Il suo sarà un discorso inclusivo, che punterà a rivolgersi anche agli uomini, la cui responsabilità è di unirsi alle donne in questa battaglia di civiltà: “Per me è imprescindibile, non combatterla vorrebbe dire che non è cambiato niente da quando mia mamma si è suicidata. E lo devo a mia figlia [Miral, che vive in Italia, ndr.]”

E, per raccontare meglio il suo punto di vista, Rula parlerà anche di quel primo incontro con Harvey Weinstein, che produsse il film ispirato al suo libro, Miral appunto, dal nome di sua figlia.

Una volta l’ho visto maltrattare una sua assistente, le urlava addosso e lei è scappata via piangendo. Gli ho detto: sei molto fortunato, io ti avrei malmenato, tu saresti finito all’ospedale e io in carcere. Ho provato un disprezzo totale. Donne come me, che hanno avuto in famiglia dei casi di abuso…

Insomma, in un Festival che si è preannunciato sicuramente “caldo”, sia per la questione legata a Francesca Sofia Novello, una delle dieci donne scelte da Amadeus per presenziare sul palco dell’Ariston, che per la partecipazione del rapper Junion Cally, forse abbiamo proprio bisogno di sentire qualcuno che ci ricordi quanto la violenza, verbale, fisica, psicologica, faccia davvero male non solo alle donne, ma a tutti quanti.

Sfogliate la gallery per conoscere meglio la giornalista.

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Articolo originale pubblicato il 8 Gennaio 2020

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