Una svolta per la Finlandia, che sarà guidata da Sanna Marin, la cui carta d’identità recita, alla voce anagrafica, 34 anni.

Nata il 16 novembre del 1985 la neopremier vanta, a dispetto della giovane età, una carriera politica già piuttosto avviata, con tanto di Ministero – dei trasporti e delle comunicazioni – presieduto, e un curriculum di tutto rispetto. Ora a lei spetterà però il compito più importante, quello di guidare la nazione scandinava prendendo il testimone dal dimissionario Antti Rinne.

Sanna è stata scelta da partito di appartenenza, quello Socialdemocratico, ottenendo la fiducia per un pugno di voti, per proseguire il governo che Rinne ha dovuto lasciare a dicembre dopo aver incassato la sfiducia dal Partito di Centro, principale alleato nella coalizione di governo formata da cinque partiti (tutti guidati da donne) per non aver gestito al meglio lo sciopero dei dipendenti delle Poste. Rinne, peraltro, dal 1º luglio 2019 ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Il suo governo dovrebbe insediarsi ufficialmente in settimana, e sarà formato da un esecutivo di centrosinistra comprendente cinque partiti.

Con i suoi 34 anni, la Marin è la premier più giovane al mondo, record guadagnato “strappandolo” a Jacinda Ardern, Prima Ministra neozelandese che di anni ne ha 39 (ma ha fatto comunque una piccola rivoluzione a suo modo, annunciando nel 2018 la gravidanza e spiegando che il marito Clark sarebbe stato “un casalingo”) e al capo di governo ucraino, Oleksiy Honcharuk, che conta appena un anno in più di Sanna.

Non ho mai pensato alla mia età o al mio genere – ha dichiarato Sanna Marin – io penso al perché sono entrata in politica e alla cose che ci hanno fatto vincere tra gli elettori. Abbiamo molto lavoro da fare per ricostruire la fiducia.

L’elezione di Sanna Marin a premier di un Paese importantissimo come la Finlandia – che, appunto, in questo momento ha anche la Presidenza del Consiglio Europeo – ha di per sé un carattere quasi “rivoluzionario”, per almeno tre motivi: prima di tutto, proprio perché stiamo parlando di una persona estremamente giovane, almeno per i rappresentanti politici cui siamo soliti pensare. In secondo luogo, perché è una mamma, anzi una neomamma, e in alcune foto postate sul suo profilo Instagram si vede la sua bambina ai tavoli di varie commissioni, segno che Sanna intende coniugare perfettamente il suo ruolo istituzionale con quello di genitore.

Infine, non si può non parlare del passato personale di Sanna, figlia, come lei stessa si è definita alla BBC, di una famiglia arcobaleno: è vissuta infatti con sua madre e la compagna di lei.

È chiaro: essere una giovane madre lavoratrice non ha nulla di rivoluzionario, anzi forse lo diventa proprio quando ne si riconosce la normalità, quando non ci si sorprende più che il ruolo di premier venga assegnato a donne come Sanna. Tuttavia, alla luce delle evidenti statistiche politiche a sfavore di donne e giovani, alle discriminazioni del mondo lavorativo verso le madri e alle diffidenze contro le famiglie rainbow come quelle di Sanna, è difficile non sorprendersi ancora.

Si tratta però di una gran bella sorpresa, la sua vittoria rappresenta infatti il meraviglioso segnale che le cose possono andare anche in modo diverso.

Speriamo che la svolta finlandese possa dare il là a un’emulazione anche da parte di altri Paesi che, invece, sembrano faticare ad accettare il ricambio generazionale e il ruolo delle quote rosa in politica, figuriamoci poi se madri.

In gallery vi aiutiamo a conoscerla meglio.

Le 3 "rivoluzioni" di Sanna Marin, la premier più giovane al mondo
Fonte: instagram @sannamarin
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